domenica, 16 Maggio, 2021
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La commemorazione. Luigi Sbarra (Cisl): proseguiamo l’impegno di Marco Biagi, ora serve un Statuto della Persona nel Lavoro

Aprire un confronto che porti a un nuovo Statuto della Persona nel Lavoro. È la proposta, che oggi appare una necessità, di fronte alla precarizzazione del lavoro, alla crisi dell’occupazione, ad impieghi sempre più precari e con poche garanzie. La richiesta arriva dal segretario generale della Cisl, Luigi Sbarra, intervenuto al Convegno annuale dell’Adapt in ricordo di Marco Biagi, il giuslavorista assassinato 19 anni fa.

“Le idee e le intuizioni di Biagi sulle tutele fondamentali da estendere ai lavoratori, soprattutto ai giovani”, ha sottolineato Luigi Sbarra, “in un mercato del lavoro sempre più flessibile, rimangono per la Cisl che lo apprezzava e stimava, un punto di riferimento costante”. Per la Cisl l’impegno di Biagi era dedicato a trovare nuove forme di tutele al lavoro precario con iniziative e proposte orientate al dialogo sociale.
“Biagi era un giuslavorista di grande spessore intellettuale”, sottolinea il segretario della Cisl,
“un sostenitore convinto del “dialogo sociale”, un vero riformatore che aveva colto con grande acume e lungimiranza le trasformazioni del mondo del lavoro per effetto delle nuove tecnologie e la necessità di una maggiore adattabilità della contrattazione alle esigenze della produzione, ma ponendo sempre al centro la persona umana, i suoi diritti, la dignità del lavoro”.

La lezione di Biagi però non è stata ancora accolta, e molto c’è ancora da fare per affermare i principi di difesa dei diritti dei lavoratori precari.

“Alla base del suo impegno c’era la consapevolezza che le dinamiche del lavoro devono essere governate e determinate dallo scambio libero e autonomo delle parti sociali. Le mani vigliacche dei terroristi”, sottolinea con durezza il segretario della Cisl, “hanno fermato la sua vita, ma non le sue idee. Biagi predicava che il problema era (e rimane tuttora) l’insufficienza di strumenti per migliorare l’occupabilità: le politiche attive del lavoro, i servizi per l’impiego, la formazione permanente, l’alternanza scuola-lavoro, un uso appropriato e non utilitaristico da parte delle aziende dei tirocini”. L’obiettivo per il leader della Cisl è portare a termine il lavoro e l’impegno di Biagi.

“Da lì bisogna ripartire oggi per una società con “more jobs” e “better jobs” come scriveva Biagi nel suo “Libro bianco”.

Dobbiamo aprire un confronto che porti a un nuovo Statuto della Persona nel Lavoro”, conclude il segretario della Cisl, “Che non significa affidarsi ad una Legge calata dall’alto, ma aprire un cantiere di elaborazione, di azione congiunta di tutti gli attori sociali, economici e istituzionali, con il comune obiettivo di mettere al centro nuove tutele e responsabilità nell’era digitale”.

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