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Tregua tra Iran e Usa, petrolio in calo. Teheran: “Washington esclusa dai colloqui su Hormuz”

Tregua tra Iran e Usa, petrolio in calo. Teheran: “Washington esclusa dai colloqui su Hormuz”

lunedì, 27 Luglio 2026
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2 minuti di lettura

Dopo due settimane di attacchi incrociati, nelle ultime ore Stati Uniti e Iran hanno interrotto le operazioni militari, aprendo una tregua di cui restano però incerti durata e sviluppi diplomatici. Washington non ha annunciato un accordo formale con Teheran, mentre Donald Trump ha respinto le indiscrezioni su una possibile carenza di munizioni americane: “Disponiamo di molte più munizioni di chiunque altro al mondo, e ben oltre il nostro fabbisogno”, ha dichiarato al Wall Street Journal. La Casa Bianca ha tuttavia avvertito che la diffusione di dati aggiornati sull’impiego degli intercettori Patriot e Thaad potrebbe compromettere la sicurezza nazionale.

Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Esmail Baghaei ha confermato che venerdì e sabato si sono svolti colloqui con l’Oman sulla gestione della navigazione nello Stretto. “Ci sono state discussioni proficue”, ha dichiarato, precisando però che “la situazione nello Stretto di Hormuz non è cambiata: rimane chiuso e questi negoziati non hanno nulla a che fare con gli Stati Uniti”.

Baghaei ha inoltre accusato alcuni Paesi del Golfo di aver messo il proprio territorio a disposizione degli attacchi contro l’Iran e, in alcuni casi, di aver partecipato direttamente alle operazioni militari. La Repubblica islamica ha comunque sospeso i propri raid, definendoli una risposta di ritorsione.

Petrolio in calo

La sospensione degli attacchi tra Stati Uniti e Iran, dopo due settimane di scontri, spinge al rialzo le Borse e provoca un brusco arretramento del petrolio. Il Brent cede oltre il 9% e scende a 89,07 dollari al barile, mentre il Wti perde l’8,16%, a 83,09 dollari. I mercati scommettono sulla possibilità che la tregua apra uno spazio diplomatico e consenta la ripresa del traffico marittimo nello Stretto di Hormuz, ma Teheran frena le aspettative e nega qualsiasi coinvolgimento americano nei recenti negoziati.

In questo quadro, secondo Baghaei, Washington torna a cercare il dialogo ogni volta che l’aumento dei prezzi dell’energia mette sotto pressione i mercati internazionali. Gli Stati Uniti, ha sostenuto, avevano inizialmente creduto che “l’Iran sarebbe crollato in tre giorni e si sarebbe arreso”, mentre ora sarebbero “bloccati nella situazione che hanno creato”. Teheran, ha aggiunto, non permetterà agli americani di decidere “i tempi della guerra o della pace”.

Tensioni con Ucraina e Francia

Mentre resta incerto il consolidamento della tregua con Washington, Teheran ha aperto due nuovi fronti di tensione. L’Iran ha avvertito che l’attacco ucraino contro una nave nel Mar Caspio avrà conseguenze “imprevedibili”. Sul piano diplomatico ha inoltre convocato l’ambasciatore francese per protestare contro le presunte “interferenze” di Parigi dopo il fermo di due diplomatici francesi.

Secondo il portavoce del ministero degli Esteri Esmail Baghaei, i due funzionari avrebbero svolto attività “in alcun modo giustificate” e interferito negli affari interni iraniani con il pretesto di collaborare con la società civile. Il ministro degli Esteri francese Jean-Noël Barrot aveva invece denunciato “un gravissimo atto di intimidazione”, sostenendo che i diplomatici fossero stati trattenuti e interrogati senza motivo e che uno di loro fosse stato aggredito. Le autorità iraniane negano l’aggressione e affermano che i due siano stati soltanto brevemente interrogati dopo aver partecipato a un incontro con persone ricercate.

Redazione

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“La Discussione” è una testata giornalistica italiana fondata nel 1953 da Alcide De Gasperi, uno dei padri fondatori dell’Italia moderna e leader di spicco nella storia politica del nostro paese.

1 Comment Lascia un commento

  1. Scusate ma Teheran con chi pensa di trattare se esclude Washington, certo la Regione ha molti interlocutori interessati a che lo stretto di Hormuz resti libero e navigabile e il primo a beneficiarne sarebbe proprio L’Iran ma “servirebbero cervelli pensanti” alla guida del Paese.

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