venerdì, 10 Luglio, 2020
Società

Gli studenti coltiveranno pomodori nel fondo agricolo dei boss

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La gestione dei beni confiscati alle mafie può offrire anche delle importanti occasioni di formazione. L’Istituto Professionale per l’Agricoltura e l’Ambiente di Salerno ha colto in pieno questa possibilità.  Da diversi mesi, infatti, grazie ad un protocollo d’intesa con l’associazione temporanea di scopo “Terra Vi.va”, stilato nell’ottica comune di promuovere la cultura della legalità e valorizzare il recupero sociale dei beni confiscati alla criminalità, la scuola in questione utilizza un fondo confiscato nel territorio del comune di Scafati per le esercitazioni agrarie dei propri studenti. Ne abbiamo parlato con il dirigente scolastico, professor Alessandro Turchi, esperto di problematiche adolescenziali, giornalista, nonché presidente Nazionale di Solo Dirigenti, associazione che annovera, fra gli iscritti, i dirigenti scolastici di sedici regioni italiane.

Alessandro Turchi

Preside Turchi come è nata questa idea?
“La nostra scuola, il Profagri, ha avuto la possibilità, attraverso un accordo di partenariato, di gestire una parte del fondo agricolo Nappo, sequestrato alla camorra e, quindi, dal valore anche simbolico, oltre che materiale.  Innanzitutto un motivo di orgoglio per noi, il riconoscimento di un valore sul territorio per il nostro brand, che vuol dire formazione e crescita dei nostri alunni nel campo dell’agricoltura sostenibile. E poi questa gestione si traduce nel portare avanti nello stesso tempo obiettivi meramente didattici, legati alle coltivazioni, con altri legati all’educazione civica, quindi al significato del cambio di destinazione d’uso di un fondo in precedenza appartenuto ai  clan camorristici”.

Quali obiettivi vi proponete?
“Portare i nostri ragazzi e le nostre ragazze delle sedi di Angri e Sarno, quelle geograficamente  più vicine rispetto alle altre cinque della nostra scuola, dislocata un po’ su tutta la provincia, vuol dire offrire loro la possibilità di sperimentare dal vivo cosa sia la cittadinanza attiva, cosa voglia dire affermare la presenza dello Stato e delle istituzioni, in una zona segnata da una forte impronta malavitosa”.

Ci sono anche delle iniziative molto concrete che vi proponete di avviare…
“I nostri ragazzi, con il pullman che la nostra scuola metterà a disposizione, potranno coltivare specialità autoctone come i pomodori di San Marzano, destinando gli stessi alla vendita nei nostri due shop di Battipaglia e Salerno, con il marchio di Profagri e del Fondo Nappo. Potranno anche, con l’aiuto dei professori e dei tecnici della scuola, sperimentare varie colture e nello stesso tempo allevare lumache, destinate alla realizzazione di prodotti farmaceutici e di cosmesi”.

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