sabato, 17 Aprile, 2021
Ambiente

Marte non divenga il “dio” della guerra spaziale

Perseverance, questo è il nome del rover della NASA che lo scorso 18 febbraio ha toccato il suolo marziano dopo aver percorso 470 milioni di chilometri ed aver viaggiato per circa 7 mesi. La procedura di ammartaggio all’interno del cratere Jezero, e soprattutto i temuti sette minuti di silenzio radio tra l’entrata nell’atmosfera marziana ed il contatto con il suolo, hanno tenuto con il fiato sospeso non solo i tecnici del JPL (Jet Propulsion Laboratory) ma il mondo intero che ha potuto seguire la diretta dai vari canali social dedicati allo storico evento.

La missione, che rientra nell’ambito del programma Mars 2020, ha uno scopo ben preciso: raccogliere alcuni campioni del terreno marziano al fine di verificare la presenza di vita microbica in un’area, il cratere Jezero appunto, in cui gli scienziati ritengono che in passato vi sia stata una importante presenza di acqua. Perseverance utilizzerà i suoi strumenti di bordo per recuperare i campioni marziani e depositarli in appositi contenitori i quali saranno successivamente inviati sulla Terra attraverso altre missioni. Quella appena iniziata sul pianeta rosso, infatti, è solo la prima di una serie di operazioni che vedranno coinvolta anche l’Agenzia Spaziale Europea (ESA). L’ESA, in collaborazione con la NASA attraverso la missione Mars Sample Return, nei prossimi anni provvederà a recuperare i contenitori per spedirli poi sulla Terra attraverso un satellite in orbita su Marte. L’attuale missione proseguirà poi con il volo del piccolo drone denominato Ingenuity il quale dovrà verificare la possibilità di effettuare dei voli nell’atmosfera di Marte.

La NASA però non è l’unica ad aver puntato Marte. Nella competizione spaziale, che vede nel nostro vicino “rosso” il più grande obiettivo, va rilevata la presenza di due ulteriori attori: la Cina e gli Emirati Arabi Uniti.

Lo scorso 10 febbraio, con la missione Tianwen-1, Pechino è riuscita a posizionare un orbiter intorno a Marte; prossimamente procederà al rilascio di un proprio rover che provvederà alla raccolta di campioni di roccia marziana per poi inviarli sulla terra entro il 2030. Lo scopo, anche in questo caso, è quello di ricercare tracce di vita passata o presente di natura micro cellulare.

Poco prima dei cinesi anche gli Emirati Arabi Uniti sono riusciti a posizionare nell’orbita marziana una propria sonda, denominata Hope, con l’obiettivo di studiare l’atmosfera ed il meteo del pianeta rosso. Un grande successo per il paese arabo che lo inserisce di fatto nel club degli Stati che sono riusciti a raggiungere l’orbita marziana (USA, Europa, Russia e India). Una conquista che testimonia la volontà del piccolo ma ambizioso Stato arabo di estendere il proprio peso internazionale al di là della ristretta area mediorientale, sia dal punto di vista scientifico che geopolitico.

La missione che vede protagonista Perseverance, oltre alla sua spettacolarità, è di grande importanza sia per l’implementazione delle conoscenze scientifiche relative al pianeta rosso che per il progresso tecnologico che di regola accompagna questo tipo di attività; avanzamento tecnologico che potrà poi essere utilizzato anche per sviluppare ed implementare nuove tecnologie applicabili sulla Terra.

Ma la “conquista” di Marte è anche funzionale al perseguimento di obiettivi geostrategici ed economici propri degli attori coinvolti. La New Space Economy rappresenta, infatti, la nuova frontiera dello sviluppo tecnologico ed economico dei prossimi anni che vedrà il settore pubblico ed il settore privato (il riferimento principale è al progetto Crew Dragon dell’azienda Space X di Elon Musk, ma non solo) coinvolti in modo sinergico nello sviluppo di nuove missioni e nello sfruttamento delle opportunità terrestri che l’esplorazione dello Spazio offre. Un’importante occasione per lo sviluppo industriale e per la nascita di nuove competenze e profili professionali che potranno contribuire a migliorare la vita sociale anche sul pianeta Terra.

Non solo. Lo Spazio è divenuto un ulteriore dominio della conflittualità il quale, nel prossimo futuro, potrebbe rappresentare il teatro di confronti militari tra super potenze anche solo con finalità di deterrenza.

L’impiego di nuove tecnologie come la robotica, ma soprattutto l’intelligenza artificiale, saranno fondamentali per lo svolgimento delle nuove missioni e per la gestione della mole di dati che arriveranno dai vari sensori dispiegati nello Spazio. Su tali fronti lo scontro tecnologico tra i Paesi maggiormente coinvolti nello sviluppo di tali strumenti è in corso già da tempo e proseguirà senza dubbio nel prossimo futuro.

Marte oggi lo sentiamo più vicino grazie anche alle impressionanti immagini e ai magnifici suoni che Perseverance ci ha consegnato, ma al di là degli aspetti emozionali occorre tenere ben presente il reale obiettivo di queste missioni: mantenere sulla Terra una posizione dominante nei settori di rilevanza geostrategica per il prossimo futuro: quello scientifico, tecnologico ed economico.

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