domenica, 24 Ottobre, 2021
Cultura

Il canto libero e colto di Andrea Lo Vecchio

Un saluto ad Andrea Lo Vecchio, autore di canzoni di successo, cantautore, autore televisivo e soprattutto grande persona.

Quattro giorni fa Andrea ci ha lasciati, il Covid ha portato via anche lui.

Aveva 78 anni all’anagrafe ma mentalmente era molto più giovane. Entrato nella storia della musica leggera italiana per aver scritto «Luci a San Siro» per Roberto Vecchioni, «E poi…» per Mina ed «Help me» per i Dik Dik, la sua carriera è stata coronata da grandi successi.

A partire dagli anni ’70 Andrea è stato anche autore di programmi televisivi di successo tra i quali Canzonissima, Premiatissima, Drive In, il Festival di Sanremo (2010) condotto da Antonella Clerici, I migliori anni (2013) condotto da Carlo Conti, Il Festival di Castrocaro (2013) condotto da Pupo e Sogno e son desto (2014) condotto da Massimo Ranieri.

Ma Andrea non può essere raccontato solamente attraverso il suo percorso professionale, per chi lo ha conosciuto era molto di più. Una persona di cultura, di rara intelligenza e di raffinata capacità di analisi.

Ma soprattutto una persona educata, gentile e disponibile con tutti.

Non faceva mai pesare a nessuno la sua cultura o i suoi successi, Andrea aveva un sorriso per tutti. Un gran signore d’altri tempi. È soprattutto per questo che dovremo ricordarlo: per aver vissuto da persona ordinaria nonostante la sua grande straordinarietà.

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