lunedì, 1 Marzo, 2021
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Transizione ecologica e finanza verde

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È proprio il caso di dire: “l’avevamo detto”. In diversi articoli, da luglio ad oggi, parlando di mercati finanziari abbiamo riscontrato come il green e la transizione energetica fossero stati, e sono tuttora, dei driver importanti nei portafogli dei maggiori gestori. Mario Draghi, ha istituito il ministero della Transizione ecologica che si occuperà anche di energia.

Uno dei punti dell’azione del nuovo ministro Cingolani riguarda proprio la transizione energetica verso fonti rinnovabili. Cingolani ha ricordato che in tutto il mondo circa l’84% di energia viene prodotta da combustili fossili mentre le energie rinnovabili rappresentano solamente l’11% e il nucleare il 4%. Il nodo è la produzione di energia utilizzando fonti a basse emissioni di carbonio. Negli ultimi cinquant’anni, nonostante sia aumentata la produzione di energia da fonti non fossili, è però cresciuta al contempo anche la domanda di energia complessiva, e dunque la domanda di combustibili fossili, i quali sono ritenuti responsabili da ricercatori e climatologi dei gas serra responsabili del riscaldamento climatico. Per sviluppare energia a basse emissioni di carbonio sono necessari investimenti infrastrutturali, tecnologie e competenze.

C’è poi la rivoluzione dell’idrogeno verde di cui abbiamo parlato e che può essere il vero motore per il raggiungimento degli obiettivi globali di decarbonizzazione, con impatti trasversali in diversi asset, come sostiene Camilla Palladino, Executive Vice President Corporate Strategy & Investor Relations di Snam, affermando che a sostenere l’ascesa di questa fonte energetica non è soltanto il clima politico decisamente favorevole, ma anche la discesa dei costi delle rinnovabili. “L’anno scorso i prezzi delle aste per le energie rinnovabili si sono attestati su livelli bassissimi, e la disponibilità di energia rinnovabile a basso costo spiana la strada alla produzione sostenibile di idrogeno verde”, dice la manager a FocusRisparmio.

Tre dei maggiori temi su cui si concentrano i maggiori gestori che si stanno approcciando al green.

  1. Selezione delle società che si occupano di produzione di energie rinnovabili e di transizione;
  2. Energia tecnologica ed efficienza;
  3. Infrastrutture energetiche, trasporto e stoccaggio.

Selezionare le migliori società che si occupano di questa filiera, attraverso anche il filtraggio di certificazione ESG dei bilanci delle stesse, è compito dei player finanziari, tutti sempre più green.

Da diversi anni Warren Buffet investe nelle rinnovabili (nonostante il recente acquisto di una società di gas) e Biden ha annunciato un piano da due triliardi di dollari sulle energie rinnovabili. Della volontà della Von der Leyer di puntare sul green ne abbiamo parlato ed alla luce del sole.

Una rivoluzione, anzi “transizione” è in atto. L’importante è saperlo, e rispettare, sempre, il proprio profilo di rischio , i propri obiettivi, la propria situazione economica e patrimoniale. Perché nulla va bene per tutti, soprattutto in finanza, dove l’approccio non può che essere, più che mai “taylor-made”.

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