giovedì, 5 Agosto, 2021
Economia

Cartelle fiscali, Recovery plan, ristori e licenziamenti. Percorso ad ostacoli per il Governo

Conto alla rovescia per il Governo Draghi, nel decidere i dossier più urgenti da approvare. In rampa di lancio c’è il blocco di 50 milioni di cartelle esattoriali che nel 2020 dovevano essere recapitate ai contribuenti. Si tratta di una mole enorme di pagamenti a cui, inoltre, vanno ora sommati i versamenti da fare nei primi mesi del 2021. In altri versi una mina vagante che deve essere disinnescata. Come? Di certo con un rinvio, ma bisognerà decidere di quale entità, poche settimane o mesi? Tra le pratiche più urgenti la manovra di bilancio, che in realtà è il famoso scostamento di 32 miliardi di euro, – uno degli ultimi atti del Governo Conte -, per colmare le emergenze economiche dovute all’epidemia. I dossier da prendere in esame per le emergenze, si infittiscono e si intrecciano, diventando anche politiche.

Sul Ristori5 si annunciano, infatti, vedute diverse, ad esempio, su come incrementare i fondi in aiuto del turismo montano dopo il nuovo blocco alla stagione sciistica. Oppure, questione ancora più delicata, i nuovi sostegni da assegnare a imprese e famiglie, con il rifinanziamento della cassa integrazione. Rimane ancora da affrontare “il tema dei temi”, ossia su come prolungare il blocco dei licenziamenti. Sono provvedimenti che serviranno a stabilizzare il quadro economico nazionale, ed evitare tensioni sociali che finora sono rimaste sospese ma che potrebbero innescare effetti imprevedibili. Il percorso è tutto in salita con le urgenze che si moltiplicano. Non c’è settore produttivo che non abbia risentito della pandemia, e del conseguente blocco delle attività. Quindi per le imprese piccole e grandi pochi niente introiti, di conseguenza rimettere aziende e famiglie al passo con i pagamenti non sarà affatto facile. Come già sottolineato, il 31 gennaio c’è stato il primo decreto legge ad hoc, per bloccare 50 milioni di cartelle esattoriali, poi un secondo che ha esteso il blocco fino al 28 febbraio, quindi adesso l’attesa sarà per una nuova decisione, che dovrà essere presa il prima possibile.

Sarà un passo obbligato dare indicazioni alla Agenzia delle Entrate su come attuare le nuove regole, ad esempio, se far slittare i pagamenti solo ad emergenza sanitaria conclusa oppure chiedere ai contribuenti di tornare ad adempiere ai propri doveri fiscali, già in primavera. Sullo scostamento di bilancio va ricordato che i 32 miliardi erano stati già autorizzati dal Parlamento, ma si attendeva come e a chi distribuire i fondi, con la caduta di Conte, l’attesa è per le decisioni del neo Governo Draghi, che comunque avrà passaggi obbligati. I Ristori serviranno anche per il blocco licenziamenti e cassa integrazione. Le forze sindacali e sociali, hanno già avanzato le loro proposte, con un filo conduttore unico, quello della riforma degli ammortizzatori sociali, che saranno il vero banco di prova del nuovo Esecutivo. Così come un lavoro, che si annuncia, corposo, quello della riscrittura del Recovery plan, – d’altronde su questo tema è caduto il Governo Conte – quindi i tempi non saranno strettissimi. In ballo ci sono i fondi Europei ma anche le garanzie chieste da Bruxelles sui 209 miliardi previsti per l’Italia nel fondo Next Generation. Garanzie che i miliardi siano spesi per riforme strutturali. Per un rilancio dell’economia puntando su opere strategiche e innovative e non su denaro che servirà a tappare i buchi delle emergenze.

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