martedì, 22 Giugno, 2021
Politica

L’in-stabilità italiana, ecco il bilancio istituzionale dell’Italia dal 1946 a oggi

Sessantasei governi e 29 presidenti del Consiglio in settantacinque anni: e’ questo il bilancio istituzionale dell’Italia, che dal 1946 ad oggi, con la fine del Conte bis, ha dovuto fare i conti con un’instabilità politica quasi permanente. Tanto da attirare le ironie dei partner europei, come ha rivelato Romano Prodi qualche anno fa raccontando che, in veste di neo premier, dopo il primo incontro con il cancelliere Helmut Kohl si senti’ domandare: “La prossima volta chi viene?”.

Tra il record massimo di durata del secondo governo Berlusconi (tre anni e dieci mesi) e il minimo storico del primo Fanfani (23 giorni), la media generale dei governi è di poco più di un anno.

Per i premier, alcuni dei quali hanno ricoperto più volte l’incarico (basti pensare ad Alcide De Gasperi e Giulio Andreotti), la media cumulativa e’ di circa due anni e mezzo.

Cifre che parlano chiaro, rispetto al binomio durata/stabilita’.

Eppure, in termini assoluti, l’Italia non e’ isolata nel panorama dei principali Paesi europei. Posto che un confronto può essere solo approssimativo a causa dei differenti ordinamenti istituzionali, la Francia vanta dal 1945 la bellezza di 75 governi, con una durata media di poco meno di un anno. Dati in se’ sorprendenti, ma che vanno inseriti nel contesto più ampio di un sistema semi-presienziale nel quale la stabilità non è data solo dai premier e dai consigli dei ministri, ma anche dai Presidenti della Repubblica, che dal 1958 (inizio della Quinta Repubblica) ad oggi sono stati otto.

Nel segno della solidità si colloca decisamente la Germania, che dal 1949 (anno di nascita della Repubblica federale tedesca) ha avuto 22 governi, con una durata media di circa tre anni, e nove cancellieri, molti dei quali hanno più volte ricoperto l’incario, come Angela Merkel, arrivata quasi in scadenza del quarto mandato.

In posizione analoga troviamo il Regno Unito: prendendo a riferimento il primo governo di Winston Churchill (1940-1945), si sono susseguiti fino ad oggi 26 esecutivi, con durata media di poco meno di tre anni, e 17 primi ministri. Comparazione del tutto differente è quella che riguarda la Spagna, che annovera 13 governi di durata media di circa due anni, ma solo perché il computo inizia dopo la caduta della dittatura franchista nel 1975.

Sulle ragioni dell’endemica instabilità italiana rispetto alle grandi democrazie europee si è molto dibattuto nel tempo e si continua a farlo.

Sono stati tirati in ballo i sistemi elettorali (le cui riforme non sono mai state garanzia di durata dei governi) o la struttura del nostro parlamentarismo, senza trascurare l’inveterata litigiosità del popolo italiano. Ma solo nelle ultime settimane è stata evocata da diversi osservatori l’ombra di una complessiva e profonda crisi di sistema.

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