mercoledì, 12 Maggio, 2021
Sanità

Sanità. Magi (Sumai Assoprof): medicina territoriale, serve una nuova organizzazione. Dottori e strutture più vicine ai pazienti

Per la sanità, quella più a contatto con i cittadini, il 2021 sarà l’anno della svolta. A dirlo è il segretario generale del Sumai Assoprof, Antonio Magi, ascoltato dalla Commissione Igiene e Sanità del Senato, sul tema del potenziamento e riqualificazione della medicina territoriale nell’epoca post Covid.

Magi lancia l’idea di una svolta, parlando di una “sanità territoriale nuova’” ispirata ad “una vision in grado di rispondere alla domanda di salute presente e futura del Paese”, e che possa essere “realmente integrata da un punto di vista organizzativo per valorizzare le specificità di tutti i suoi attori, pur nelle diverse peculiarità, al fine di rispondere al crescente bisogno di salute della popolazione nel nostro Paese”, ha illustrato Antonio Magi. Nel corso dell’audizione il segretario del Sumai Assoprof, si è soffermato su due temi principali: il primo il ruolo dello specialista ambulatoriale interno che ha nel territorio il suo “perimetro professionale quotidiano” all’interno del quale soddisfa la domanda di salute che viene dai pazienti, per lo più cronici; il secondo la necessità di costituire team multispecialistici e multidisciplinari con Equipe Specialistiche Territoriali; al fine di implementare un modello di assistenza specialistica territoriale che possa superare il paradigma strettamente prestazionale.

“Team”, ha spiegato nel corso dell’audizione il segretario del Sumai Assoprof, “legati quindi alla tipologia e alle peculiarità del territorio, e dedicati sia all’assistenza specialistica dei pazienti cronici ed anziani nell’ambito delle cure primarie ed intermedie, compresi i contesti domiciliari e residenziali sia all’intervento specialistico in situazione di acuzie di bassa e media intensità assistenziale”. L’obiettivo è ridurre il numero di presenze in ospedale, con il risultato di assistere il paziente in luoghi a lui vicini ed evitare l’ingorgo nelle corsie.

Per Magi, inoltre, “la disponibilità di un tale livello assistenziale, integrato con le forme organizzative delle altre professionalità territoriali, microteam dei Medici di medicina generale e Pls, infermieri di famiglia, fisioterapisti, che consentirebbe per questa tipologia di pazienti ad esempio, la riduzione del tasso di ospedalizzazione e degli accessi in Dea, nonché il contenimento dell’inappropriatezza delle prestazioni”.

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