martedì, 30 Novembre, 2021
Ambiente

Energia, UGL “Olio e Gas settori da sostenere, a rischio posti di lavoro”

“Stiamo attraversando un grave periodo di crisi del mondo del lavoro innescata dalla pandemia da COVID-19. Dopo il prossimo mese di marzo, se non ci saranno adeguati ammortizzatori sociali e coperture, con il timore che i fondi necessari tendano ad esaurirsi, corriamo il forte rischio che un milione di lavoratori sul territorio nazionale rimangano disoccupati. In questo momento, il Ministro dello Sviluppo Economico sostiene di voler bloccare definitivamente il settore dell’oil&gas, creando così ulteriori perdite di posti di lavoro, ignorando inspiegabilmente il sostegno delle amministrazioni territoriali e locali, le rappresentanze imprenditoriali e sindacali dei territori interessati”. Così il segretario nazionale Ugl Chimici, Luigi Ulgiati. “E’ inoltre preoccupante la comunicazione rivolta al governo nazionale da una azienda leader del settore, con 240 addetti nel nostro Paese, titolare di importanti assets nell’area del Mediterraneo compresa l’Italia”, aggiunge.

“In tale nota ha dichiarato di confermare l’occupazione per i prossimi 18 mesi e chiede chiarezza al governo italiano per consentire l’investimento sui giacimenti e salvaguardare così la sicurezza dei posti di lavoro, contrariamente non potrà garantire nulla. La circostanza coinvolge le attività e gli impianti, i lavoratori e le zone che fanno capo a Ravenna, Gela e Viggiano dove operano le società con le quali esistono joint venture. Il sindacato – spiega – sarà sicuramente impegnato a sostegno dei lavoratori per affrontare eventuali problemi, partendo dalla ricerca del lavoro e non dall’applicazione degli ammortizzatori sociali. In aggiunta, il 13 gennaio scorso il Consiglio dei Ministri ha approvato il Pnrr, dal quale si evince l’esclusione dal finanziamento del Recovery Plan del progetto che si sta avviando a Ravenna per la cattura e riutilizzo della CO2. Il programma prevedeva anche la produzione dell’idrogeno ‘blu'”.

“Come riportato dal premier al termine degli Stati Generali del 22 giugno scorso, avrebbe portato Ravenna a diventare il più ‘grande centro al mondo di cattura e stoccaggio di CO2’, mentre a distanza di alcuni mesi dovrà essere verificata la sua attuazione” continua Ulgiati. “Il comparto dell’oil&gas tradizionalmente ha generato valore, ed è ancora in grado di poterlo fare, contribuendo con la produzione del gas naturale, alla transizione energetica verso la neutralizzazione carbonica per contrastare il mutamento climatico, secondo un processo che valorizzi l’esistente per sostenere la crescita di nuovi modelli industriali. Si ritiene sia necessario un intervento da parte del governo sul citato piano affinché siano indirizzate adeguate risorse per sviluppare nuovi progetti nel settore dell’oil&gas e per togliere il divieto annunciato sulle proprie operazioni”.

“Crediamo sia fondamentale sostenere una filiera energetica che già da diverso tempo è al centro di un’importante trasformazione con notevole sacrificio da parte dei lavoratori, per promuovere un modello di sviluppo sostenibile, che risponda alle esigenze di competitività e di tipo sociale e per dare un rilevante contributo alla ripresa economica del nostro Paese. Per queste motivazioni la Ugl Chimici ha chiesto in più occasioni l’attivazione di un incontro al Mise con la partecipazione della rappresentanza dei lavoratori, delle imprese, delle amministrazioni e delle istituzioni”, conclude Ulgiati.

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