venerdì, 25 Giugno, 2021
Economia

Investimenti. Proposta First-Cisl: mille miliardi di risparmi da mobilitare con la consulenza indipendente

Come incanalare il risparmio verso gli investimenti per rilanciare un’economia messa in ginocchio dalla pandemia? 

A dare delle risposte è la First Cisl che ha tenuto sul tema un convegno dal titolo: “Il risparmio degli italiani per l’economia del Paese – un nuovo modello di consulenza”, a cui hanno parteciperanno il segretario generale di First Cisl Riccardo Colombani, il segretario confederale Cisl Andrea Cuccello, gli economisti Alberto Berrini e Lucio Lamberti, il presidente dell’Arbitro per le controversie finanziarie Gianpaolo Barbuzzi. A moderare i lavori Mattia Repetto, giornalista di Adnkronos.

Le cifre su cui si è discusso sono chiare. La ricchezza mobiliare degli italiani ammonta a 4.500 miliardi di euro. Circa mille miliardi sono fermi sui conti correnti.

“L’adozione del modello di consulenza su base indipendente è di fondamentale importanza per aumentare la consapevolezza dei risparmiatori circa le opportunità e i rischi dei loro investimenti”, afferma il segretario generale dei bancari della Cisl Riccardo Colombani, “L’effetto sarebbe una vera e propria rivoluzione nell’industria finanziaria. Oggi l’offerta delle banche è ristretta a pochi prodotti finanziari, di fatto collocati quasi come ‘prodotti da banco’, che possono viziare la relazione intermediario-cliente minando la fiducia di quest’ultimo”, spiega Colombani, “Fiducia che verrebbe invece rafforzata da un allargamento dell’offerta a tutti i prodotti disponibili sul mercato. La consulenza indipendente premia la trasparenza, eliminando il problema degli incentivi, e ancora la remunerazione alla qualità del servizio. Per rilanciare la nostra economia abbiamo bisogno di spingere sulla leva degli investimenti. Il risparmio degli italiani”, calcola l’esponente sindacale, “può essere mobilitato, ma non riusciremo a farlo se ci limitiamo a proporre qualche nuovo prodotto finanziario o a puntare su prodotti già esistenti. Lo scarso successo di strumenti pur innovativi come i Pir lo dimostra ampiamente. Quello di cui abbiamo veramente bisogno”, conclude Colombani, “è cambiare in profondità la relazione tra banche e clientela”.

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