lunedì, 17 Maggio, 2021
Economia

I dati. Confturismo: crollo drammatico di presenze, settore al punto di non ritorno. Il Governo acceleri sui fondi alle imprese

Per la Confturismo siamo a un punto di non ritorno. La situazione che emerge dall’ennesimo sondaggio è delicata e nel contempo già drammatica. “Se ad agosto i ‘viaggiatori’ guardavano”, scrive la Confederazione, “agli ultimi mesi del 2020 con una certa fiducia, la seconda ondata di pandemia ha cancellato quelle minime tracce di ripresa che si erano intraviste per il settore turistico”. Le cose sono precipitate nelle ultime settimane quando è apparso chiaro che la stagione invernale sarebbe stata cancellata e con essa gli introiti che Confturismo calcola sugli 8 miliardi e mezzo.

“Già prima del colpo di grazia inferto dal Decreto”, prosegue la nota, “a fine novembre 7 italiani su 10 dichiaravano che non avrebbero fatto viaggi almeno fino alla fine di gennaio. Ora, con i trasferimenti tra le regioni bloccati di fatto fino a gennaio e le feste da passare nei comuni di residenza, verranno a mancare nelle sole strutture turistico-ricettive tra fine di dicembre e gennaio, altri 10,3 milioni di turisti (3,9 stranieri e 6,4 italiani) che avrebbero speso non meno di 8,5 miliardi di euro”.

Secondo l’indice di fiducia del viaggiatore italiano, calcolato mensilmente da SWG per conto di Confturismo, la propensione a viaggiare è ridotta al minimo storico e i progetti di vacanza vengono rinviati di fatto all’estate del 2021: il valore dell’indicatore scende di altri 5 punti rispetto a ottobre e si attesta a 39, “il peggior risultato di sempre, ben 31 punti in meno rispetto a novembre 2019”, calcola la Confederazione, “Prova ne sia che, quando si chiede al campione di immaginare il luogo della prossima vacanza, il 44% risponde una località di mare, e solo il 30% menziona la montagna. Insomma”, evoca tristemente la Confturismo, “si spengono le luci su un settore che, con i suoi 190 miliardi di valore della produzione, gioca un ruolo strategico per l’economia nazionale”.

Commentando i dati dell’osservatorio, il presidente di Confturismo, Luca Patanè, sottolinea le enormi difficoltà del settore che già prostrato, riceve l’ennesimo colpo durissimo con la chiusura agli spostamenti tra Regioni, addirittura tra Comuni nelle date clou, dettata dagli ultimi provvedimenti: sono regole che non consentono praticamente alcuna forma di turismo. “Il turismo in sostanza è in lockdown da 10 mesi”, Luca Patané, “nel disegno di legge di Bilancio presentato al Parlamento dal Governo non trova spazio una “manovra” ampia e dedicata al settore”.

“Ci aspettiamo interventi celeri, molti dei sostegni annunciati”, auspica il presidente di Confturismo, “non sono ancora arrivati alle imprese. Serve un’iniziativa di più ampio respiro. Anche sul Recovery Fund si sta perdendo tempo prezioso. Non vediamo progettualità, non vediamo azioni concrete per il turismo, non si è aperto nessun tavolo di lavoro al MIBACT: e dire che bastava semplicemente riproporre quello che ci aveva portati, nel 2016, a redigere il Piano strategico. Siamo al punto di non ritorno”.

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