mercoledì, 21 Aprile, 2021
Società

Incidenti, vittime ragazzi e anziani

Guida distratta e indecisa, velocità elevata. Mancato rispetto della precedenza o del semaforo, non tenere la distanza di sicurezza. Sono queste le cause più comuni che provocano ogni anno migliaia di incidenti stradali con gravi conseguenze – per l’esattezza 172.334 incidenti che hanno provocato lo scorso anno: 3.325 morti e 242.621 feriti -. Il fatto ancora più allarmante che a rimanere coinvolti in incidenti sono le “categorie vulnerabili” – anziani e adolescenti, chi viaggia su ciclomotori e quanti vanno a piedi rischiando di essere travolti. In altri versi, numeri alla mano i morti sono aumentati tra i giovani compresi tra i 15-19 anni con un salto inquietante del +25,4%; gli anziani tra i 70-74 anni: +22%; i ciclomotoristi +17,4% e i pedoni +1,5%. Questi quattro gruppi rappresentano il 50% degli incidenti stradali. Va meglio per i ciclisti, i motociclisti, e gli automobilisti.

Sono i numeri della rilevazione del Rapporto ACI-ISTAT, diffusi alla vigilia dell’esodo estivo. Si calcola che gli incidenti stradali nel 2018 complessivamente sono diminuiti e con essi le violazioni del Codice della strada. Ma nel contempo c’è da registrare che le vittime sono aumentate tra adolescenti, anziani e quanti vanno a piedi. “Rispetto allo scorso anno registriamo, purtroppo, un aumento delle vittime delle categorie vulnerabili, in particolare tra i pedoni”, fa presente Angelo Sticchi Damiani, presidente dell’Automobile Club d’Italia. Inoltre come Paese siamo distanti dagli standard di sicurezza stradale europea.

“La riduzione media annua del numero di vittime della strada del nostro Paese”, osserva ancora Sticchi Damiani, “poi, pari a 2,6% nel periodo 2010-2018, è inferiore a quanto stimato per l’obiettivo europeo – ormai irraggiungibile – di dimezzare il numero di morti in incidenti stradali entro il 2020”. Per il presidente dell’ACI è necessario oltre a maggiori controlli fare corsi di guida sicura, in particolare per i giovani. La riduzione degli incidenti, per ACI e Istat, resta una priorità.

“Per monitorare il fenomeno e fornire un utile supporto alle decisioni, sarà necessario intensificare gli sforzi”, propone Gian Carlo Blangiardo, presidente dell’Istat, “anche in vista dei nuovi target per la sicurezza stradale previsti nell’agenda 2030. Gli obiettivi saranno basati su indicatori di prestazione riferiti a diversi ambiti, tra i quali velocità, infrastrutture, uso dei sistemi di protezione e distrazione alla guida. Inoltre, per venire incontro alle esigenze informative future, l’offerta di dati e strumenti di analisi dell’Istat è stata arricchita anche dalla nuova frontiera delle statistiche sperimentali; di recente pubblicazione sono i nuovi indicatori di incidentalità stradale basati sull’utilizzo di big data”.

E, ancora, numeri e statistiche dicono che bisogna fare di più per la sicurezza. Tra tutti i conducenti coinvolti in incidenti, ad esempio, è particolarmente alto il numero di quelli tra i 40 e i 49 anni (21%), seguiti dai giovani tra i 20 e i 29 anni (19%) ma si registrano proporzioni elevate anche tra i più anziani (8% con età 70 anni e più). Gli sforzi sulla sicurezza e la riduzione di incidenti registrati tra il 2017-2018, non bastano.

L’Italia è ancora lontana dall’obiettivo “vision zero” stabilito dal Piano Nazionale della Sicurezza Stradale 2020. Se, infatti, gli incidenti mortali e i feriti diminuiscono sulle autostrada e in città, aumentano quelli sulle strade extraurbane. Tra le principali cause, circa il 41% degli incidenti avviene per distrazione, mancata precedenza, velocità elevata, mancato rispetto della precedenza o del semaforo. Manovre spericolate, o la guida indecisa, strade accidentate, ostacoli lungo la via, il mancato rispetto del pedone e anche di questo verso la segnaletica.

C’è poi il problema sempre più rilevante dell’uso alla guida del cellulare come fonte di distrazione e rischio incidenti. Il mese di agosto per la mobilità di massa e i maggiori lunghi spostamenti è il più pericoloso. Gennaio e Febbraio, viceversa, sono i mesi con il minor numero di incidenti, Febbraio, infine, anche con il minor numero di morti.

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