lunedì, 30 Novembre, 2020
Politica

Ravetto passa alla Lega “delusa dagli inciuci”, e Salvini riapre “l’opa ostile” su FI

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La notizia è di quelle destinate a fare rumore. Laura Ravetto ha lasciato Forza Italia per passare alla Lega insieme ad altri due parlamentari ex azzurri, Federica Zanella e Maurizio Carrara. La Ravetto non è propriamente una parlamentare come tante, ma un pezzo di storia di Forza Italia, una berlusconiana della prima ora che ha sempre goduto della stima e della fiducia del leader azzurro. Al punto da essere etichettata come “amazzone berlusconiana”.

La motivazione ufficiale dell’addio sarebbe da ricercare negli ammiccamenti dell’ultimo periodo fra Berlusconi e la maggioranza giallorossa. La stessa Ravetto l’ha così motivato: “Fi ha smarrito la spinta propulsiva, vivo con disagio l’ammiccamento al Pd e l’apertura al governo”. Ma in casa azzurra c’è chi fa notare come ormai da tempo l’ex amazzone lamentasse di essere stata messa da parte, estromessa dai “cerchi magici” ,fino a dichiararsi in privato molto delusa e amareggiata da Berlusconi che non l’avrebbe più valorizzata politicamente come un tempo.

Ad ogni modo il passaggio alla Lega della Ravetto non è passato inosservato, e a giudicare dalle reazioni in casa azzurra ha fatto pure infuriare parecchio. Basta leggere la reazione di Antonio Tajani, con cui pare la neo deputata leghista fosse in aperta polemica da mesi, che si sfoga così: “”Chi tradisce un partito e va in un altro è qualcosa che sta nella storia politica, ma è destinato poi a scomparire. Ma non credo che questo sia il momento più adatto per parlare dei giochi di palazzo, bisogna preoccuparsi della salute degli italiani”. Quello dei “traditori destinati ad essere spazzati via” è il mantra che lo stesso Berlusconi ha sempre ripetuto ogni volta che Forza Italia e la coalizione perdevano pezzi più o meno importanti, come quando per esempio ci fu la scissione di Gianfranco Fini dal Pdl, quella di Angelino Alfano per sostenere le larghe intese, la rottura con Raffaele Fitto e altre situazioni analoghe. Ma all’epoca Forza Italia non era il partitito che è oggi, oscillante nei sondaggi fra il 5 e il 7%. 

Ma la cosa che probabilmente ha mandato su tutte le furie Berlusconi e company è stata l’apertura di Salvini ai fuggiaschi. Infatti è da oltre un anno che si registrano fughe da Forza Italia in direzione della Lega, al punto che già in passato gli azzurri avevano denunciato “un’opa ostile di Salvini”per impadronirsi della leadership del centrodestra cancellando gli alleati.

Pare che il leader della Lega, dopo la rottura dell’alleanza di governo con i grillini e la ritrovata sintomia con gli alleati, avesse frenato le transumanze proprio con l’obiettivo di rassicurare i partner del centrodestra, chiudendo le porte alle continue richieste di adesione da parte di berlusconiani delusi.

Il passaggio della Ravetto, che come detto è un nome di peso, dimostra che il patto di non ostilità interno al centrodestra si è di fatto rotto e che Salvini è pronto a spalancare le porte ai fuggitivi(anche se il Carroccio da tempo ha smesso di attirare come ai tempi del 34% delle europee visto che nei sondaggi è in caduta libera). Una risposta alla disponibilità di Berlusconi di “aiutare” il governo nell’approvazione dello scostamento di bilancio e nella preparazione della Manovra, mettendo in sicurezza la maggioranza che al Senato rischia di non avere i numeri.

Ma ad infastidire Salvini il fatto che, dalle parti del Pd, si sia parlato non di una semplice collaborazione istituzionale, ma di un vero e proprio allargamento della maggioranza con la possibilità di inserire nella squadra di governo personalità del campo azzurro. Ipotesi questa però al momento esclusa da Conte e smentita anche dallo stesso Berlusconi che ha ribadito la sua totale fedeltà all’alleanza di centrodestra.

Ma i segnali di una volontà inciucista da parte del leader di Forza Italia cominciano ad essere tanti, dal voto della maggioranza sulla norma salva-Mediaset, agli espliciti inviti ad entrare nel governo.. Salvini insomma sembra aver riaperto quella che era “l’opa ostile” sull’alleato con l’obiettivo di indebolirlo più di quanto non lo sia già. Del resto in vista di una legge elettorale puramente proporzionale e con la riduzione del numero di parlamentari, al momento la Lega è in grado di offrire molte più garanzie di rielezione rispetto a quanto possa fare Forza Italia.

Insomma, non si può certo dire che l’armonia regni nel centrodestra che, se continua a mantenersi unito nei governi regionali e locali, appare invece sempre più diviso e lacerato a livello nazionale, al di là delle dichiarazioni di facciata che ormai smentiscono solo, e senza successo, l’evidenza dei fatti.

(Lo_Speciale)

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