giovedì, 5 Agosto, 2021
Società

Il reddito di cittadinanza come incentivo per l’occupazione

Con la pubblicazione, da parte dell’ INPS, della Circolare n. 104 del 19 Luglio 2019, vengono finalmente fornite le modalità di richiesta dell’incentivo, ovvero dello sgravio previsto dall’articolo n. 8 del Decreto legge n. 4 del 29 Gennaio 2019 (convertito con modificazioni dalla Legge n. 26 del 2019), con riferimento a quei datori di lavoro che assumono, con contratto di lavoro subordinato a tempo pieno ed indeterminato, i beneficiari del reddito di cittadinanza.

L’ Istituto fornisce le istruzioni amministrative  anche per quel che concerne le assunzioni successive e le condizioni di fruizione dell’incentivo stesso.

Nello specifico, viene chiarito che, nell’eventualità di una assunzione a tempo pieno ed indeterminato di un soggetto beneficiario del reddito di cittadinanza, è previsto l’esonero dal versamento dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro e del lavoratore nel limite dell’importo mensile del reddito di cittadinanza  spettante al lavoratore al momento dell’assunzione, con un tetto mensile di settecentoottanta euro.

La durata dell’incentivo è pari alla differenza tra diciotto mensilità e quelle che sono le mensilità già godute dal beneficiario del reddito di cittadinanza fino alla data di assunzione, con un minimo pari a cinque mensilità.

Risulta fondamentale l’intervento dell’INPS. Il Presidente Prof. Tritico ha voluto dare un input all’economia con tale Circolare, in particolare fornendo quelli che sono i chiarimenti operativi, specialmente nel contesto economico attuale ove è fortemente sentita l’esigenza di  rilanciare la produttività e di conseguenza tutta l’economia italiana.

Inoltre, il secondo comma dell’articolo 8 del Decreto Legge n. 4/2019, prevede l’ipotesi in cui l’assunzione avvenga a seguito e grazie ad un percorso formativo effettuato in base ad un “Patto di formazione” che viene stipulato dall’ente formativo accreditato presso il Centro per l’ Impiego o presso le agenzie per il lavoro.

In tale circostanza, il beneficio complessivo sarà ripartito tra l’azienda e l’ente di formazione, che lo utilizzerà sotto forma di sgravio dei contributi dovuti per i propri dipendenti.

Precisamente dunque, l’incentivo in oggetto è attribuito, sempre appunto sotto forma di sgravio contributivo, all’Ente di formazione accreditato che ha garantito al lavoratore assunto, il percorso formativo o di riqualificazione professionale, in misura pari alla metà del suo importo, con un tetto mensile di trecentonovanta euro.

Per quel che concerne l’altra metà dell’incentivo, sempre nel rispetto del tetto mensile di trecentonovanta euro, essa viene fruita dal datore di lavoro che assume il soggetto che beneficia del reddito di cittadinanza.

Pertanto ci si accorge di come il reddito di cittadinanza non viene più inteso solamente nella sua eccezione esclusiva di strumento di lotta alla povertà, ovvero come strumento di sostegno al reddito.

Infatti, è evidente che il Presidente dell’INPS, Prof. Tritico, abbia voluto evidenziare anche il fatto che uno strumento quale è il reddito di cittadinanza, possa in realtà anche assolvere al ruolo di incentivo all’occupazione.

Preme sottolineare altresì il fatto che è possibile godere del diritto all’incentivo esclusivamente se si rispettano determinate condizioni quali: incremento occupazionale netto del numero di dipendenti assunti a tempo indeterminato; il possesso del DURC; il rispetto della disciplina sul de minimis.

Inoltre, la nuova agevolazione prevede anche la conformità agli obblighi di assunzione  dei disabili ex Legge n. 68/1999.

L’esonero può ad ogni modo essere riconosciuto ai soli datori di lavoro privati che abbiano provveduto a comunicare alla piattaforma digitale dedicata al reddito di cittadinanza presso l’ANPAL, la disponibilità dei posti vacanti.

Nell’ipotesi di licenziamento avvenuto ad esempio per giusta causa o per giustificato motivo dichiarato illegittimo, effettuato nei trentasei mesi successivi all’assunzione del lavoratore beneficiario del reddito di cittadinanza, il datore di lavoro è tenuto a provvedere alla restituzione  dell’esonero relativo alla contribuzione datoriale; alla restituzione dell’esonero della contribuzione posta a carico del lavoratore e ad allo stesso tempo è prevista l’applicazione delle sanzioni civili calcolate in base al tasso di riferimento maggiorato di 5,5 punti percentuali in ragione di anno.

L’incentivo fruito va restituito anche in caso di recesso dal contratto al termine del periodo formativo del contratto di apprendistato; in caso di interruzione del rapporto di lavoro a seguito di recesso del datore di lavoro durante il periodo di prova; in caso di dimissioni per giusta causa.

Rilevante è altresì il fatto che la fruizione dell’esonero residuo non goduto è trasferibile nei confronti del cessionario sia nelle ipotesi di cessione del contratto a tempo indeterminato con passaggio del dipendente al cessionario, che in caso di trasferimento di azienda.

Per poter richiedere il beneficio, il datore di lavoro deve inoltrare all’INPS una domanda di ammissione alla agevolazione, mediante l’utilizzo di un apposito modulo che sarà disponibile on line all’interno della sezione del portale istituzionale “Portale Agevolazioni” . Ricevuta la domanda telematica l’INPS dovrà determinare l’ammontare e la durata del beneficio spettante in base alle informazioni sul reddito di cittadinanza in suo possesso ed in base all’ammontare dei contributi previdenziali ed assistenziali a carico del datore di lavoro e del lavoratore dichiarati nella richiesta. In secondo luogo verifica la possibilità di riconoscere aiuti de minimis mediante la consultazione del Registro Nazionale degli aiuti di Stato ed infine comunica l’accoglimento della domanda elaborando il relativo piano di fruizione con il riconoscimento dell’ammontare massimo della agevolazione che potrà essere fruita nelle denunce contributive.

Un risparmio contributivo per le imprese costituisce senza ombra di dubbio un valido strumento di ausilio specialmente considerando il fatto che l’economia del nostro Paese è sovente in uno stato di difficoltà, essendo quello attuale un contesto piuttosto stantio dove la disoccupazione rappresenta un pericolo sempre in agguato e dove pertanto ogni forma di aiuto o di incentivo all’imprenditoria viene visto come linfa vitale per la stessa.

Pertanto si comprende bene come questi chiarimenti che l’ INPS ha voluto offrire rappresentino in qualche modo una presa di coscienza del fatto che sarebbe ora di arginare il fenomeno disoccupazione, incentivando appunto, una ripresa, seppur lenta ma possibilmente costante, dell’imprenditoria italiana con un naturale vantaggio per tutti.

Pertanto, l’incentivo previsto con riferimento ad i beneficiari del reddito cittadinanza, ottenibile anche a seguito di percorsi di formazione attuati in collaborazione con società di formazione, costituisce inevitabilmente un elemento positivo che potrebbe contribuire in futuro ad incentivare la nascita di nuovi posti di lavoro e dell’occupazione in Italia.

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