mercoledì, 22 Settembre, 2021
Protezione Futuro

Fiducia e affidabilità: questo serve agli italiani

Stefano Gentili opera nel mondo assicurativo da trent’anni avendo ricoperto cariche come Codirettore Generali in Vittoria, COO in Aviva, VDG in Allianz, CMDO in Generali, CEO in CreditRas, Eurovita, Antonveneta Vita & Danni e Presidente in Genialloyd. È stato inoltre membro dei CdA di svariate Compagnie fra cui Aviva, Darta, Mondial Assistance, Das, EuropAssistance ed oggi Cattolica, solo per citarne alcune

Se la meritocrazia ha ancora un valore in Italia, il curriculum professionale, l’esperienza sul campo e l’impegno personale portano a dire che affidarsi a Stefano Gentili, significa quindi essere in “buone mani”, potersi fidare dei suoi giudizi, indicazioni e scelte. Il manager Bolognese, sorriso ampio e rassicurante, eloquio garbato e diretto, lavora da sempre nel vasto mondo assicurativo, quello di alto profilo che ha contribuito a far crescere l’Italia nel momenti del boom e, stabilizzare il Paese nel momento di crisi. Oggi nelle eccezionali difficoltà della pandemia e l’impatto sul tessuto economico e sociale, le assicurazioni rivestiranno un ruolo sempre più significativo e di collaborazione con le speranze e ambizioni dei cittadini. Serviranno a parare i colpi della crisi ma soprattutto a ridare slancio alla ripresa. Per saperne di più, ogni mercoledì a cadenza quindicinale, Stefano Gentili sarà con noi nella rubrica “Protezione Futuro”, curata da Angelica Bianco, a fare il punto della situazione, a dare una bussola a chi chiede consigli e a mettere a disposizione di tutti la sua grande professionalità e saggia lungimiranza.

Buona lettura!

Dottor Gentili, ottobre 2020 è stato il mese del risparmio. Per gli italiani il risparmio è da sempre una occasione per darsi gli strumenti necessari e garantirsi una migliore qualità della vita; il risparmio è fondamentale in una economia globale più solida e sicura e gli italiani sono da sempre un popolo di risparmiatori e questo lo dimostra la giacenza dei conti correnti in Italia che è la più alta in Europa. Il Coronavirus ha evidenziato l’importanza del risparmio ed allo stesso tempo ha fatto nascere dubbi e incertezze. Qual è la risposta del mercato assicurativo nel comparto vita pensata per dare certezze ai risparmiatori?
“L’Italia da un lato è il Paese del risparmio e dall’altro della bassa cultura finanziaria.
La enorme ricchezza accumulata nei conti correnti ne è una ulteriore prova che si aggiunge alle varie analisi sulla cultura finanziaria degli italiani che abbiamo visto negli ultimi anni. I soldi in conto corrente non rendono ma anzi costano ed alla lunga si “consumano” perdendo il loro valore sia per l’inflazione (per quanto bassa sia non è zero) sia per i costi associati a tali conti. Le alternative sono investirli in attività redditizie. Oggi le obbligazioni, in particolare quelle statali, hanno rendimenti molto bassi, addirittura  negative per durate di breve e medio periodo e quindi restano sostanzialmente le azioni sia comprate direttamente che attraverso i vari fondi e gestioni presenti sul mercato.

Il mondo assicurativo da sempre si distingue per la particolare stabilità  dei propri rendimenti, grazie ad investimenti che vengono effettuati, non con finalità speculative ma per creare ricchezza gradualmente, nel medio/lungo periodo e mantenere sotto controllo la volatilità. In questo periodo sono particolarmente interessanti i cosiddetti prodotti ibridi che affiancano alla solidità delle tradizionali gestioni separate di ramo I le possibilità di crescita delle gestioni azionarie di ramo III. Le migliori compagnie offrono tali prodotti con una particolare attenzione al controllo della volatilità dei mercati azionari e con interessanti meccanismi che regolano l’entrata nel tempo su tali mercati. 

Sicuramente scelte molto interessanti per gli investitori non speculativi che tra l’altro hanno fra i loro punti di forza i tradizionali vantaggi delle soluzioni assicurative in termini di impignorabilità e insequestrabilità” 

L’ innovazione tecnologica e la rivoluzione digitale, hanno trasformato ogni ambito dell’industria assicurativa. Secondo la Sua esperienza quale impatto avrà la rivoluzione tecnologica  sul futuro modello di business delle compagnie e quale sarà il modello distributivo vincente?
“Il coronavirus e la necessità di rispettare il distanziamento sociale hanno spinto le principali Compagnie di Assicurazione ed i loro intermediari a prendere coscienza della necessità di attivare modalità diverse di comunicazione con i propri clienti. In tutto il periodo del lock down primaverile gli agenti di assicurazione ed i loro collaboratori sono rimasti vicino ai propri clienti non tanto e non solo mantenendo aperte le agenzie di assicurazione (tutti i DPCM hanno considerato l’assicurazione un servizio di pubblica utilità e quindi autorizzato la continuità di funzionamento) ma soprattutto attivando una serie di modalità di comunicazione a distanza attraverso i vari strumenti che tutti noi abbiamo imparato ad utilizzare, dalle video chat ai meeting in streaming, dalla firma al pagamento a distanza.
In questo modo i clienti, specialmente in quei periodi così “angosciosi” a causa dell’impossibilità di uscire, hanno potuta trarre conforto dalla vicinanza, ancorché virtuale, del proprio “specialista” in termini di sicurezza, prevenzione e protezione.
Tutto questo è stato molto apprezzato. Io sono certo che tali modalità di confronto, in linea con quanto le attuali tecnologie consentono e quanto i clienti sono in grado di sperimentare su altri mercati, sono destinate non solo a rimanere ma a prendere sempre più piede nella relazione fra Compagnia, consulente assicurativo e cliente.
Ma l’assicurazione continua ad essere un campo in cui la fiducia è fondamentale.
Le Compagnie vendono fondamentalmente  “promesse”. Promesse di una prestazione futura nel caso succeda qualcosa di non previsto e di non favorevole al cliente.
E le promesse non si comprano basandosi sul prezzo ma sull’affidabilità di chi te le fa.
Questa affidabilità passa ancora oggi attraverso la creazione di empatia, una stretta di mano, un incontro di sguardi, un confronto con un professionista serio, preparato e quindi affidabile.
Quindi nella mia visione la tecnologia è un acceleratore dello sviluppo di relazioni che continueranno ad essere prevalentemente fra persone”.  

Sostenibilità è sempre più al centro di una strategia di business e di comunicazione di un numero crescente di imprese. Il comparto assicurativo non fa eccezione. Come le principali compagnie approcciano a tali tematiche è quale sarà il  ruolo chiave del sistema assicurativo nel rilancio economico del paese.
“Come dice uno slogan diventato oramai popolare “non abbiamo un Pianeta B”.
Di questo tutti noi ci rendiamo sempre di più conto e la pandemia ha accelerato questa presa di coscienza.
Una delle conseguenze è che le grandi aziende si preoccupano sempre di più di quello che è l’impatto del loro modo di condurre il business sull’ambiente.
A questo, ovviamente, non sfuggono le compagnie di assicurazione. Ho visto molti programmi che puntano alla sostenibilità, agendo sulle differenti leve volte a ridurre gli impatti in termini di emissioni, generazione di rifiuti plastici, riduzione degli sprechi, incentivazione di comportamenti virtuosi da parte dei propri dipendenti, investimenti in rimboscamenti, ecc ecc.
Alcune compagnie hanno sviluppato anche prodotti specifici per i propri clienti volti a premiare comportamenti virtuosi in termini di sostenibilità o a convogliare gli investimenti dei clienti verso quelle società rispettose dei principi di base della sostenibilità e che seguono, ad esempio, i 17 obiettivi di sviluppo sostenibile (SDGs sustainable development goals) dell’agenda ONU 2030.
Penso che allargare la propria offerta in modo di consentire ai propri clienti, a tutti noi, di investire nelle società che si preoccupano del mondo in cui viviamo sia un ottimo modo per attivare un circolo virtuoso, concorrendo così al rafforzamento della sostenibilità”.

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