mercoledì, 2 Dicembre, 2020
Economia

Rotondo/Menicacci (Confartigianato Roma): iniziative inclusive e piano di aiuti per battere solitudine ed emarginazione

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Fragilità, emarginazione, persone che hanno bisogno di un aiuto, talvolta solo di un sostegno logistico, o parlare con una persona che possa dare una mano, altre volte di un impegno concreto e diretto.

Confartigianato si rimbocca le maniche e rilancia un ventaglio di iniziative a tutela di quelle fasce sociali oggi a rischio di isolamento: anziani, povertà infantile, disabilità, immigrati; aree sociali che soffrono doppiamente e sulla propria pelle la crisi sanitaria e quella economica. Le molteplici iniziative di Confartigianato hanno il valore di essere “inclusive”.  “L’evoluzione di un sistema sociale si misura anche dal modo in cui è in grado di prendersi cura delle fasce più deboli come gli anziani, disabili, bambini e immigrati”, sottolinea la Confederazione degli artigiani, “La funzione primaria di Anap (Associazione nazionale anziani e pensionati) e Ancos (Associazione nazionale comunità sociale e sportive) due enti fondamentali del sistema persone di Confartigianato Roma”, ricorda il presidente Confartigianato Roma, Andrea Rotondo “è proprio quella di coinvolgere l’associazionismo locale sia comunale che regionale, impattando su tematiche fondamentali come l’inclusione sociale, la solidarietà, la conciliazione lavoro-famiglia, l’invecchiamento attivo”.

L’inclusività è un tema oggi strategico nel campo delle tutele sociali. Confartigianato ha risposto a questo appello con grande sensibilità e impegno concreto, ne parliamo con il segretario di Anap e Ancos Roma e Lazio, Saverio Menicacci.  
“Certamente la società in cui viviamo porta più all’esclusione che all’inclusione di alcune categorie di cittadini e tra queste le maggiormente colpite risultano essere gli anziani specialmente se soli e le categorie a rischio come coloro che perdono l’attività lavorativa.
L’attività svolta dai nostri circoli svolge una apprezzabile contributo per non lasciare soli gli anziani. La frequentazione, la convivialità i momenti di vita in comune fanno sì che gli anziani abbiano punti di appoggio fermi e costanti. L’associazione è vicina anche con servizi dedicati come il sostegno psicologico, un numero verde gratuito e con campagne mirate come quella contro le truffe o la predizione dell’Alzheimer”.

Segretario lei è giovane e si occupa di aree sociali critiche e svantaggiate, quale idea l’ha spinta a promuovere come Confartigianato le tante iniziative messe in campo da Anap e Ancos?
“L’idea che ci muove e continuerà a guidarci è quella che ogni persona può trovare nei nostri servizi e nel nostro lavoro, sostegno alle reali esigenze quotidiane.  In rapporto a questi aspetti, continueremo ad investire risorse (umane e materiali), provvedendo, tra l’altro, ad assicurare una formazione adeguata a quanti sono disposti a dare un contributo concreto, senza dimenticare i giovani e le loro esigenze attuali e future, soprattutto nel campo della solidarietà del lavoro e della cultura”.

Può indicarci i progetti che hanno avuto una particolare adesione o che sono riusciti a ridurre solitudini e povertà?
“Sono state tante negli ultimi anni le iniziative promosse da Anap ed Ancos Roma, a partire dai tanti Defibrillatori donati a Centri Anziani e Associazioni Sportive sino ad arrivare alla Donazione di un respiratore all’ospedale Grassi Ostia in piena emergenza Covid”.

Siete impegnati anche su particolari progetti di portata socio sanitaria, di assistenza di mobilità di aiuto. Può parlarcene?
“Da diversi anni abbiamo avviato una campagna di Predizione e Prevenzione all’Alzheimer, in collaborazione con la Croce Rossa Italiana e l’Università La Sapienza, che ci ha visto raccogliere più di 20mila questionari ed organizzare più di 10 giornate informative a favore dei nostri anziani. Abbiamo concesso inoltre a diverse cooperative ed associazioni locali, il comodato d’uso gratuito del nostro “TrasportAbile”, un furgone attrezzato per il trasporto e per l’ausilio alla mobilità delle persone in difficoltà, a rischio di isolamento a causa delle proprie condizioni psico-fisiche ed economiche”.

Quale è il suo auspicio per il futuro di Confartigianato e soprattutto per le categorie sociali che Anap e Ancos rappresenta, le due associazioni sono un punto di riferimento per molte persone che altrimenti non avrebbero sostegno o ascolto. Quale orizzonte positivo intravede?
“Le rispondo prendendo spunto dalle parole di Papa Francesco “la nostra compassione è il vaccino migliore contro l’epidemia dell’indifferenza”. Ecco, Anap e Ancos sono le braccia di Confartigianato in grado di rafforzare le idee di comunità e solidarietà che sono alla base di una società giusta. Mi auspico che diventino, ancora di più, il punto di riferimento per quei cittadini che hanno necessità di assistenza, ascolto ed interventi che impattino concretamente sul proprio quotidiano”.

Andrea Rotondo, presidente Confartigianato Roma

Presidente Rotondo, la scelta di Confartigianato è coraggiosa perché anche le piccole imprese sono oggi in difficoltà, cosa serve o cosa è possibile fare per uscire dalla doppia crisi sanitaria ed economica?
“La crisi, non è solo sanitaria, ma anche sociale, economica e politica. Il Covid ha messo in luce i principali mali strutturali del sistema Italia: debito pubblico, corruzione, burocrazia, divario tra Regioni. In riferimento alla situazione degli enti locali ci siamo accorti, come riemersi da un lungo sonno, che negli ultimi 20 anni abbiamo umiliato quei settori fondamentali che determinano la nostra qualità di vita come la sanità, l’istruzione e i trasporti.

Lei è particolarmente preoccupato per i centri storici e per Roma. Per quali motivi?
“Abbiamo “scoperto”, prendendo spunto dalla situazione di Roma, che i nostri centri storici moriranno rapidamente reiterando lo smartworking e senza la presenza dei turisti stranieri.
La crisi sanitaria ed economica generata dal Coronavirus, potrebbe però rivelarsi l’occasione per provare a pensare finalmente ad una vera azione di sistema. I micro interventi parcellizzati rischiano di essere inefficaci sia sul breve che sul lungo termine. Continuiamo a prendere la nostra capitale come idealtipo di quello che stiamo dicendo. Roma rappresenta il 75% della capacità produttiva del Lazio. In controtendenza rispetto ad altre realtà, nel 2019 abbiamo avuto un boom di imprese e occupati. Inoltre la tenuta sociale della periferia romana è di gran lunga superiore a quella delle periferie parigine o londinesi, evidenziando meccanismi di autodifesa che si scontrano contro l’indifferenza del sistema”.

Cosa deve essere migliorato?
“Nonostante questi dati significativi, continuiamo però a governare Roma come se fosse uno dei tanti Comuni italiani, quando sarebbe invece necessario un inquadramento istituzionale diverso iniziando a dare attuazione alla legge di Roma Capitale (legge 42/2009) che garantiva alla città poteri speciali su commercio, turismo e urbanistica”.

C’è un ventaglio di proposte da parte di Confartigianato. Le può riepilogare?
“Gli interventi li conosciamo da tempo e sono probabilmente replicabili anche nei nostri capoluoghi di regione più grandi: Riorganizzazione della macchina amministrativa, Tassazione Locale, Riqualificazione Urbana, Efficientamento energetico, Commercio in sede fissa e su Area pubblica, Artigianato Artistico, Tradizionale, Made in Italy e Turismo. Le risorse ci sono. Oltre ai fondi per il bilancio dell’Ue per il periodo 2021-2027, la Commissione europea ha messo a disposizione dei Paesi più colpiti dalla crisi 750 miliardi di euro di Recovery Fund, i fondi Sure, Bei, entrambi a sostegno delle imprese e il Mes, che consentirebbe, quest’ultimo, di ricevere prestiti per un importo pari al 2% del Pil del Paese, destinati a spese sanitarie dirette e indirette (oltre 36 miliardi)”.

Lei presidente Rotondo auspica misure rapide, efficaci e giuste. Come è la situazione attuale e cosa teme?
“Il Governo ha iniziato nelle ultime settimane a pianificare gli interventi su sanità, infrastrutture e istruzione, fondamenta di uno Stato dignitoso. Sul tavolo rimangono ancora la riforma della pubblica amministrazione, la transizione ecologica, il fisco, la giustizia e il lavoro.
Una cosa sola è certa. Tutti gli interventi citati,  impattano, in positivo o in negativo, sulle nostre PMI, (indicatore fondamentale per misurare l’evoluzione di un sistema sociale) senza le quali, obiettivi dirimenti come la crescita del Pil (dallo 0,8% all’ 1,6%) e l’aumento delle entrate per ridurre un debito, a breve fuori controllo, saranno irrealizzabili”.

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