lunedì, 30 Novembre, 2020
Politica

Palestre al televoto. Vaghezza e poca scientificità: il nuovo DPCM

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Il problema degli italiani? Finché non toccano il loro di portafoglio non vedono le ingiustizie. Poi puff. Si accorgono che qualcosa non va. La telenovela del nuovo Dpcm ha dell’assurdo.

Innanzitutto Conte si è presentato solo alle 21.30 in conferenza stampa, quasi come una star attesa. È normale mettere così tanta ansia e non rispettare i problemi degli italiani? Ma che siamo al Grande Fratello?

Poi in sintesi il messaggio è stato di questo tenore: colpa nostra se ci chiuderanno man mano. Non é colpa loro. Loro hanno fatto tutto bene bene. Amen. Insomma, le palestre al “televoto” sono la più assurda misura mai sentita nella storia degli interventi normativi. O c’è un allarme e si chiude tutto, o non c’è e si lascia vivere la gente, facendogli assumere anche il rischio di contagiarsi, perché no? Chi può assicurare la salute a qualcuno? Nessuno. Siamo in un delirio di onnipotenza totale, l’Uomo ha perso il contatto con la realtà.

Inconsistenza. Ingiustizie. Tanta propaganda. Sacrifici… i nostri.

Il virologo Crisanti, che ha detto che nel Cts mancano le competenze e che chi ci sta il Covid lo conosce solo per averlo sentito in televisione, torna alla mente. E torna alla mente tanta vaghezza incomprensibile. Sono stati distribuiti bonus inutili. La sanità é a pezzi. I mezzi pubblici una vergogna. Ma è colpa nostra? Se si supera il numero di 7 ospiti a tavola, il settimo è contagioso al cento per cento ed è colpa nostra? E chi può dire che cinque persone sedute a cena in uno stesso tavolo hanno meno probabilità di contagiarsi se c’è uno infetto rispetto a chi sta seduto al tavolo con dieci persone? Misteri della matematica in epoca “contiana”, o giallorossa.

Comunque sarebbe bene valutare la reale portata dei contagi e prendere atto che le terapie intensive sono sempre piene in Italia a prescindere dalla stagione e dalla diffusione di infezioni e virus.

Se l’emergenza attuale la misuriamo sui posti disponibili in terapia intensiva allora, inevitabilmente, dovremmo portare le mascherine per il resto della nostra vita? Eh sì, e non basta, dovremo anche chiuderci in casa. Se invece programmiamo risposte adeguate, allestiamo strutture, calibriamo misure tarate sui soggetti a rischio senza fermare tutte le attività e tutte le fasce della popolazione, eviteremo ulteriori e ben peggiori devastanti effetti socio-economici. È così difficile capirlo?

(Lo_Speciale)

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