venerdì, 23 Ottobre, 2020
Economia

Contratti metalmeccanici. Bonomi (Confindustria): “No a scioperi, discutiamo”. Re David (Fiom): “Nostri operai tra i più poveri d’Europa”

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Per ora sono avvisaglie di scontri ma il clima tra Confindustria e sindacati per il rinnovo dei contratti dei metalmeccanici si fa sempre più difficile. Il presidente di Confindustria, Carlo Bonomi, nel corso dell’assemblea di Assolombarda non lascia troppi spazi a trattative, a sciopero e soprattutto ad aumenti salariali. “Oggi siamo in un momento di grande difficoltà ma abbiamo anche l’opportunità di ricostruire un Paese nuovo”, dice Bonomi alla platea di Assolombarda, “Noi vogliamo fare i contratti. Noi vogliamo dare soldi ma darli in maniera intelligenti e sostenibile. È impensabile andare a un aumento salariale che sia indipendente da quello che sta succedendo alle nostre imprese”. Il presidente di Confindustria indica quella che lui ritiene la scelta giusta. “La strada giusta è quella di sedersi al tavolo e parlarsi. Non è il momento di fare scioperi. I soldi nelle tasche dei lavoratori vanno messi ma in modo intelligente”. “Se poi al sindacato welfare formazione non interessa lo dica e troviamo una soluzione. Ci sediamo ad un tavolo e ragioniamo. Di tutto abbiamo bisogno tranne che di scioperi”. “Questo è il momento di fare le riforme”, ha proposto il presidente di Confindustria, Carlo Bonomi. La risposta della Fiom-Cgil non si è fatta attendere. “Il blocco dei salari da parte di Federmeccanica è precedente al Covid-19”, contesta Francesca Re David, segretaria generale Fiom-Cgil, “Federmeccanica aveva detto che non ci sarebbero stati aumenti salariali nel contratto nazionale, ma solo l’adeguamento all’inflazione che è pari a poco più dello zero percento, che significa in tre anni circa 40 euro di aumento.

È inaccettabile pensare che i salari dei lavoratori metalmeccanici, considerati indispensabili durante tutta la fase della pandemia, siano totalmente bloccati e siano tra i più poveri d’Europa”. La via per un accordo secondo il sindacato è molto più semplice e diretta. “Noi pensiamo che sia necessario rinnovare i contratti nazionali, riconoscere il valore del lavoro e i diritti, e tenere insieme il tema della salute, dell’occupazione e del salario”, fa presente Francesca Re David, “La pretesa che l’impresa sia al centro è assolutamente sbagliata, al centro ci sono l’impresa e i lavoratori metalmeccanici. Le imprese da sole non sanno difendere il sistema industriale del Paese ma difendono il singolo imprenditore in un progetto che ha portato sempre più in basso la capacità di innovazione di questo Paese. Il Governo deve svolgere un ruolo”. C’è spazio nel ragionamento della Fiom anche per una bordata polemica.

“L’impresa da sola fa l’interesse solo dell’impresa, come dimostra la vertenza Whirlpool che non è in crisi ma vuole lasciare Napoli per fare più ricchezza da un’altra parte”, osserva la segretaria generale Fiom-Cgil
“Difendere il salario e i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori”, conclude Francesca Re David,
“è fondamentale per la ripresa del Paese. Sono oggi in corso diversi scioperi spontanei per il rinnovo del contratto nazionale”.

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