martedì, 24 Novembre, 2020
Società

Rispettare l’ambiente sarà una priorità

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Lo dice la scienza, lo dicono le notizie di danni e catastrofi. L’economia che conta sarà sempre più Green, il domani sarà nelle scelte che faremo. La visione di Papa Francesco in “Laudato si’”. Possiamo fare bene a noi stessi e alla natura. L’impegno della Fondazione Dc che aprirà la convention di ottobre sulla enciclica papale e su come lavorare per un futuro migliore.

Iniziamo con questo testo un insieme di editoriali e riflessioni sulla enciclica di Papa Francesco: “Laudato si’ sulla cura della casa comune per la salvaguardia del Creato”. Tema che sarà al centro dell’incontro annuale che terrà la Fondazione Dc dal 9 all’11 Ottobre a Sant Vincent. Parleremo su La Discussione di ambiente, dei pericoli che l’umanità attraversa minando il rapporto tra uomo e natura, delle economie green che si stanno affermando, delle nuove possibilità che avremo da un mondo più ordinato dove ci sia rispetto per il Creato e i suoi frutti.

La notizia che in California nella Death Valley si siano superati i 54,4 gradi, la temperatura più alta finora registrata sulla terra, è passata tra le curiosità. Come tutto ciò che oggi è di rilievo e che riguarda le sorti dell’ambiente. Le notizie di per sé preoccuparti sono messe da parte, derubricate tra le “incedibili ma vero”. L’unica cosa davvero “incredibile” invece, è la nostra disinvoltura a non voler prevedere atto che la natura da tempo ci invia dei messaggi, e sono messaggi chiari che ci dicono che abbiamo superato molto limiti e che ne subiremo delle conseguenze e saranno drammatiche. Eppure si tratta di allarmi che non vogliamo cogliere che non vogliamo approfondire – se non nei trattati di scienza e nei centri di ricerca che ci invitano costantemente a prevedere atto dei nostri errori – e nemmeno soffermarci a pensare con preoccupazione. Gli effetti li vediamo ma sembrano non impensierirci più di tanto.

Che siano i cambiamenti climatici con tempeste e temporali di portata tropicale con danni incalcolabili, che sia lo scioglimento dei ghiacciati, che siano le micro plastiche che ormai beviamo e mangiano, che siano i mari inquinati, che la catena alimentare ci riporta a talvolta i veleni che spargiamo ovunque, che l’aria sia ammorbata, che il Coronavirus sia il frutto di come il nostro modello di crescita e vita siano pericolosi, a noi in generale di tutto questo non interessa molto se non di sfuggita Siamo, invece, quotidianamente alle prese con titoli e discussioni che diventano che sconfinano nell’assurdo per come sono amplificate, rilanciate nei media, notizie ad esempio come il caso delle discoteche aperte o da chiudere. Cosi se una sconosciuta “influencer” dica una banalità: “se chiudete le discoteche non vado a scuola”, questa cosa di per sé inutile rispetto alla gravità dei contagi da Coronavirus, va in primo piano sui giornali.È ancora in queste ore ci sono articoli e servizi di ogni genere, sui figli Dj dei protagonisti della tv da intrattenimento, o esponenti del mondo dell’economia e della politica intervistati se siano d’accordo o contrari alla chiusura delle piste da ballo. Nessun servizio, invece, sul riscaldamento della terra e sulla misurazione nella Death Valley, così come la pioggia sia diventata sempre più rara e la penuria di acqua metterà a rischio ecosistemi e la vita, il disinteresse gravita su quasi tutte le notizie che allarmano: sul perché muoiono le api, sul perché i ghiacciai si sciolgano, perché la grandine con chicchi di dimensioni esagerate distrugga in pochi minuti il lavoro di un anno di un agricoltore. Perché gli ecosistemi marini sono sconvolti. Perché le città si allagano e perché quando c’è un temporale la “bomba d’acqua” ha effetti devastanti. Sono domande che hanno tutte una risposta chiara e unica.

Abbiamo superato il limite che la natura ci ha imposto, – non quello dell’uomo faber che da sempre cerca di migliorare il suo spazio vitale e di comunità – ma il modello di sviluppo di una economia di distruzione delle risorse energetiche e naturali, del deturpamento della natura con la devastazione delle foreste, l’inquinamento di fiumi e dei mari. Dello sfruttamento intensivo degli animali, della pesca, di ogni cosa che invece andrebbe misurata con equilibrio e rispetto. Produciamo montagne di rifiuti: in Italia ci sono 35 milioni di tonnellate di spazzatura anno da smaltire, ne produciamo più di mezza tonnellata a testa. Creiamo caos e distruzione. Bisogna infine chiedersi l’uomo è stato creato per questo? Che la nostra umanità e la vita sarà ricordata per la spazzatura che produciamo? Per ciò che devastiamo e distruggiamo? Possiamo fare di meglio e lo sappiamo. Diventare ad esempio poi consapevoli e attenti. Possiamo fare piccole cose importanti iniziando da noi stessi. Cambiare è possibile.

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