giovedì, 24 Settembre, 2020
Economia

Recovery Fund. Vaccarino (Cna): abbiamo 209 miliardi, spendiamoli bene. Le piccole imprese vanno aiutate per fronteggiare la crisi d’autunno

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“Tutta l’economia è in crisi, ma ci sono settori che vivono una gravissima sofferenza”. Daniele Vaccarino, presidente della Cna non nasconde la sua preoccupazione per la durezza della crisi la cui onda d’urto dovrebbe farsi sentire dirompente in autunno. Nel contempo vede nel ruolo degli artigiani e delle piccole imprese uno scudo è una possibilità di rilancio proprio perché le pmi sono portatrici di occupazione, innovazione e l’architrave del sistema produttivo italiano.

“Questa crisi senza precedenti ha confermato l’importanza della rappresentanza”, dice Vaccarino, ricordando il ruolo “attivo e indispensabile” della rappresentanza di artigiani nel delineare le scelte strategiche che il Governo ha adottato per alleviare gli effetti pesantissimi della pandemia.

Il presidente della Cna lancia anche le sue proposte per i 209 miliardi del Recovery Fund che l’Italia riceverà. “Per spendere in modo rapido e soprattutto efficiente”, propone Vaccarino, “occorre realizzare una serie di riforme a costo zero, ma fondamentali per migliorare la nostra capacità di investire. È fondamentale intervenire su burocrazia e fisco, definendo modelli e strumenti coerenti e orientati a semplicità e chiarezza”.

Il presidente della Confederazione degli artigiani prosegue poi la sua analisi parlando di temi legati alle misure previste dagli ultimi decreti: dagli ammortizzatori sociali al Superbonus del 110%, con una osservazione sul prossimo decreto di agosto che prevede lo stanziamento di altri 25 miliardi: “Tutta l’economia è in crisi, ma ci sono settori che vivono una gravissima sofferenza”, osserva Vaccarino, “Penso al turismo, la filiera dello spettacolo, acconciatori ed estetiste, fotografi, il trasporto persone a cui è stato cancellato il ristoro nel decreto rilancio. C’è forte preoccupazione dell’intera manifattura per l’autunno e un export che risente della debolissima congiuntura globale. C’è bisogno di misure più selettive”.

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