Londra volta pagina. Andrew Burnham, 56 anni, è il nuovo primo ministro del Regno Unito e si prepara ad aprire una nuova fase politica dopo le dimissioni di Keir Starmer. Il leader laburista riceverà l’incarico di formare il governo da re Carlo III, secondo il tradizionale protocollo costituzionale, prima di raggiungere Downing Street per il suo primo discorso alla nazione e l’ingresso ufficiale al numero 10.
Un piano decennale per la GB
Per Burnham inizia una sfida importante: è il settimo premier britannico dal luglio 2016, quando David Cameron inaugurò il suo secondo mandato nel pieno delle conseguenze del referendum sulla Brexit. Alla vigilia dell’incarico, in un’intervista al Times, il nuovo leader del Labour ha annunciato la presentazione di un “piano decennale per la Gran Bretagna”, destinato a guidare il rilancio economico e sociale del Paese. “Con questo non voglio dire che resterò qui per dieci anni”, ha precisato Burnham, “Ma il cambiamento economico di cui la Gran Bretagna ha bisogno non può essere realizzato da un giorno all’altro. Bisogna indicare con chiarezza la direzione e spiegare quali saranno i passi necessari per arrivarci”
Le priorità del “re del Nord”
L’ex sindaco di Manchester, soprannominato il “re del Nord”, ha ribadito l’intenzione di rispettare il programma con cui il Labour ha conquistato la maggioranza nel 2024, ma con un’impostazione «più audace e più ambiziosa», rilanciando alcune riforme che, a suo giudizio, il governo Starmer aveva accantonato. Tra le priorità indicate dal nuovo premier figurano un maggiore radicamento del partito sul territorio, il rafforzamento del dialogo con il mondo del lavoro e il rilancio degli investimenti. “Voglio riportare il Labour fra la gente”, ha dichiarato, annunciando un tour nel Paese già nei prossimi giorni.
“Dobbiamo restituire speranza ai cuori dei britannici”, ha aggiunto, sottolineando di voler mantenere uno stretto rapporto con i sindacati e con il movimento laburista senza rinunciare al dialogo con il settore privato: “Voglio essere anche un amico del business, come ho dimostrato durante la mia esperienza a Manchester”.
Spazio alle idee di partito
Burnham ha inoltre assicurato che il nuovo esecutivo sarà rappresentativo delle diverse anime del partito. “Nel governo ci sarà spazio per tutte le correnti del Labour”, ha affermato, pur confermando la centralità della sua area politica, la soft left.
I saluti di Starmer: Inghilterra più forte
La giornata si è aperta con il discorso d’addio di Keir Starmer, che in mattinata ha lasciato Downing Street per recarsi da re Carlo III e rassegnare formalmente le dimissioni. “Il mio lavoro è stato fatto, lascio un Paese più forte e più equo di due anni fa”,, ha dichiarato il premier uscente, rivendicando i risultati raggiunti dal suo governo. Nel suo intervento ha ricordato il sostegno del Regno Unito all’Ucraina, ribadendo che “la nostra grande nazione continuerà a stare al fianco di Kiev”, e ha sottolineato come l’economia britannica sia tornata «a crescere».
Gli auguri ad Andy Burnham
Infine, un passaggio dedicato al suo successore: “Auguro ogni successo ad Andy Burnham, avrà il mio pieno sostegno. Me ne vado con buona grazia, con il sorriso sul volto e orgoglioso di quanto abbiamo fatto”. Con il passaggio di consegne si apre così una nuova stagione politica per il Regno Unito, affidata alla promessa di un cambiamento graduale ma strutturale, che Burnham punta a realizzare attraverso un progetto di lungo periodo.





