Alla vigilia della riunione dei ministri della Difesa dell’Alleanza, convocata oggi a Bruxelles, il segretario generale Mark Rutte ha detto che per arrivare alla pace in Ucraina “bisogna essere in due a ballare il tango”, ma che Vladimir Putin “finora non è disposto” a negoziare. Secondo Rutte, la Russia “non sembra fare progressi” sul campo, mentre Kiev “sta andando bene” e dimostra che “la macchina da guerra russa non è inarrestabile”. Le perdite russe, ha aggiunto, sarebbero “davvero impressionanti”, tra 30mila e 35mila al mese. Il segretario generale ha insistito sulla necessità di continuare il sostegno militare a Kiev per permetterle di negoziare “da una posizione di forza”. Gli Stati Uniti, ha spiegato, continueranno a fornire aiuti essenziali, ma “le grandi somme” dovranno essere coperte da Europa e Canada. “Gli Stati Uniti hanno giustamente detto: non metteremo noi quei soldi”, ha dichiarato Rutte, che ha chiesto agli alleati piani “chiari, concreti e credibili” per raggiungere il 5 per cento del Pil nella difesa entro il 2035. L’aumento degli investimenti, ha aggiunto, è già “impressionante”, quasi il 20 per cento in un anno.
Attacchi russi
Sul terreno gli attacchi sono proseguiti. Nella regione di Kherson la polizia ucraina ha riferito di due morti e diciotto feriti. Un uomo di 49 anni è stato ucciso da un drone mentre si trovava per strada a Virivka. A Kherson un passeggero di 25 anni è morto in un attacco aereo contro un autobus. Tra i feriti ci sono poliziotti, medici e operatori dei servizi pubblici. Nella regione di Sumy, secondo il capo dell’amministrazione militare Oleh Hryhorov, un drone russo ha colpito vicino a un edificio scolastico a Shostka, uccidendo un uomo di 57 anni in bicicletta. I media locali parlano anche di due feriti. A Zaporizhzhia un attacco di droni ha provocato un morto e sette feriti. Le autorità hanno riferito di incendi in un edificio residenziale di tre piani e di danni a case, veicoli e infrastrutture civili.
Kiev colpisce la flotta ombra
Kiev ha rivendicato nuove operazioni contro obiettivi russi. Lo Stato Maggiore ucraino ha annunciato di aver colpito nel Mar Nero la petroliera FINA A, indicata come parte della “flotta ombra” usata da Mosca per aggirare le sanzioni. L’entità dei danni è ancora in corso di valutazione. Le forze ucraine hanno dichiarato anche di aver colpito un ponte stradale sul Canale della Crimea del Nord, vicino a Stavky, e un altro ponte vicino a Voinka, nella parte occupata della regione di Kherson. Mosca ha reagito rafforzando le misure di sicurezza interne. L’autorità aeronautica Rosaviatsiya ha annunciato restrizioni ai voli di aerei privati leggeri, ultraleggeri e droni a Mosca e nelle regioni vicine.
Dal 20 giugno questi velivoli dovranno volare ad almeno 5.200 metri, quota fuori dalla portata della maggior parte dei mezzi interessati. Le limitazioni riguarderanno Mosca, la regione di Mosca e, in misura minore, Ryazan, Tula, Kaluga, Tver, Yaroslavl e Vladimir. I voli di linea e charter continueranno invece normalmente. In Crimea, le autorità installate da Mosca hanno vietato l’uso notturno di scooter, quad e motociclette dalle 20 alle 6, sostenendo che il rumore dei motori può confondersi con quello dei droni e ostacolare i sistemi di difesa.
Tensione nella Manica
Resta alta anche la tensione nei mari europei. Il primo ministro britannico Keir Starmer ha definito “sconsiderato” l’episodio avvenuto nella Manica, dove una fregata russa ha sparato colpi di avvertimento vicino a uno yacht civile britannico. Mosca sostiene che l’imbarcazione fosse su una rotta pericolosa e che i tentativi di contatto radio fossero falliti. La coppia a bordo ha invece negato il rischio di collisione e ha raccontato di non aver ricevuto né messaggi radio né segnali luminosi. Il ministero della Difesa britannico ha parlato di “caso isolato”.
“L’Ucraina sta prevalendo”
Sul piano europeo, il commissario alla Difesa Andrius Kubilius ha sostenuto che l’Ucraina “ha cambiato la dottrina della guerra” e ora “sta prevalendo”, anche grazie allo sviluppo della propria industria militare. Secondo Kubilius, la produzione ucraina per la difesa è passata da un miliardo di euro nel 2022 a 50 miliardi nel 2026, con una crescita del ruolo delle aziende private. “In Ue abbiamo bisogno dell’Ucraina”, ha detto Kubilius, definendo Kiev una delle forze militari più innovative al mondo e invitando l’Europa a integrarne l’industria della difesa nella propria base industriale.





