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Telechirurgia robotica da Roma a Pechino: intervento urologico riuscito

domenica, 7 Giugno 2026
2 minuti di lettura

Eccezionale performance di telechirurgia nelle ultime ore eseguita durante il Challenge Laparoscopy a Roma per un delicatissimo intervento urologico. Il paziente era in Cina e il chirurgo lo operava da Roma. L’evoluzione di un pensiero tecno-medico-scientifico iniziato molti anni fa che vale la pena ricordare.

Storia della Telechirurgia

Le Origini: un sogno militare e spaziale

La telechirurgia nasce negli anni ’70 e ’80 come progetto visionario sviluppato principalmente dalla NASA e dall’esercito americano. L’idea era semplice ma rivoluzionaria: permettere a un chirurgo di operare un soldato ferito sul campo di battaglia o un astronauta nello spazio, senza essere fisicamente presente.

Le Tappe Fondamentali

Anni ’80 — I Primi Robot Chirurgici

Lo Stanford Research Institute (SRI) sviluppa i primi prototipi di bracci robotici telecomandati. Parallelamente, nascono i sistemi ROBODOC (1986), usati in ortopedia, e il AESOP (Automated Endoscopic System for Optimal Positioning), il primo robot approvato dalla FDA nel 1994.

2001 — L’Operazione Lindbergh: la svolta storica

Il 7 settembre 2001 segna una data epocale: il chirurgo Jacques Marescaux, seduto a New York, eseguì con successo la rimozione della colecisti di una paziente che si trovava a Strasburgo, Francia — a oltre 7.000 km di distanza. L’operazione, durata circa 54 minuti, fu realizzata grazie al sistema robotico ZEUS e a una connessione a fibre ottiche ad altissima velocità con latenza inferiore a 200 millisecondi. Questo evento entrò nella storia come la prima vera operazione telechirurgica intercontinentale.

Il Sistema Da Vinci

Nel 2000, la Intuitive Surgical ottiene l’approvazione FDA per il sistema da Vinci, che diventa rapidamente il robot chirurgico più diffuso al mondo. Pur non essendo un sistema di telechirurgia pura (il chirurgo è nella stessa sala operatoria), ha aperto la strada alla chirurgia robotica minimamente invasiva e alla standardizzazione delle tecniche.

Anni 2010 — Il 5G cambia tutto

L’avvento delle reti 5G ha riacceso l’interesse per la telechirurgia a lunga distanza, grazie a:

  • latenza ultra-bassa (sotto i 10 ms)
  • banda larga elevata
  • connessioni stabili e affidabili

Nel 2019, in Cina, il neurochirurgo Ling Zhipei eseguì la prima operazione cerebrale su un paziente a 3.000 km di distanza, grazie alla rete 5G di Huawei.

Le Sfide Tecniche

Anche pochi millisecondi di ritardo possono essere pericolosi in chirurgia. Le principali criticità includono:

  • Latenza: anche pochi millisecondi di ritardo possono essere pericolosi in chirurgia
  • Feedback aptico: il chirurgo non “sente” i tessuti come in un’operazione tradizionale
  • Sicurezza informatica: il rischio di attacchi hacker durante un’operazione è una minaccia reale
  • Connettività: nelle aree remote la rete può essere instabile

Il Futuro della Telechirurgia

Oggi la ricerca si concentra su:

  • Intelligenza artificiale per assistere il chirurgo in tempo reale
  • Feedback aptico avanzato per restituire la sensazione del tatto
  • Realtà aumentata sovrapposta al campo operatorio
  • Micro e nano-robot per interventi a livello cellulare
  • Chirurgia spaziale per le future missioni su Luna e Marte

La telechirurgia rappresenta una delle frontiere più affascinanti della medicina moderna: la possibilità di portare l’eccellenza chirurgica in qualsiasi angolo del mondo, superando le barriere geografiche e democratizzando l’accesso alle cure. Sfide complesse ma certamente sempre più possibili.

Antonio Cisternino

Antonio Cisternino

Medico-Chirurgo
Responsabile nazionale Sanità UDC

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