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Kiev colpisce San Pietroburgo e la Crimea, Mosca attacca il Donetsk e cerca il dialogo con Washington

Al Forum economico Dmitriev rivendica contatti con Witkoff e Kushner. L’Aiea avverte sul rischio alla centrale di Zaporizhzhia. Zelensky: “La Russia ha ucciso almeno 707 bambini ucraini”
venerdì, 5 Giugno 2026
2 minuti di lettura

Kiev ha rivendicato nuovi attacchi contro obiettivi strategici russi, a partire dal terminal petrolifero di San Pietroburgo, colpito proprio nel giorno del Forum economico internazionale, dove Mosca cerca di mostrare che il dialogo con Washington resta aperto. Secondo lo Stato maggiore ucraino un serbatoio è stato distrutto, altri sei e due cavalcavia danneggiati. Nello stesso Forum, l’inviato russo Kirill Dmitriev ha detto di avere parlato al telefono con Steve Witkoff e Jared Kushner e di discutere con gli Usa anche progetti comuni nell’Artico russo. Secondo Dmitriev, “il dialogo è costante” e riguarda iniziative economiche utili a entrambi i Paesi. La Tass ha però riferito che Putin non prevede incontri con rappresentanti statunitensi. Il consigliere economico del Cremlino Maksim Oreshkin ha avvertito che Mosca non deve attendersi la revoca delle sanzioni, perché “il mondo di vent’anni fa non tornerà”. Dmitry Medvedev ha accusato le élite occidentali di finanziare Kiev non per amore degli ucraini, ma per “odio radicato verso la Russia”. Negli Usa, Marco Rubio ha difeso al Senato la proroga delle deroghe sul petrolio russo, misure “a breve termine, non permanenti”, decise per contenere le tensioni sul greggio dopo la guerra di Stati Uniti e Israele contro l’Iran. Il Segretario di Stato ha annunciato che “molto presto” ci saranno novità sui 400 milioni di dollari per Kiev, già approvati dal Congresso ma ancora bloccati al Pentagono.

Ue e Nato

La Ue ha aperto altri fronti diplomatici. Dodici Paesi hanno chiesto a Bruxelles una linea restrittiva sui visti ai cittadini russi, denunciando il numero crescente di turisti russi nelle località europee mentre missili e droni colpiscono l’Ucraina. La Commissione ha accolto con favore l’intesa tra Ungheria e Ucraina sui diritti della minoranza ungherese, passaggio che può sbloccare l’apertura dei capitoli fondamentali del negoziato di adesione di Kiev e Moldova. La premier ucraina Yulia Svyrydenko ha parlato di “notizia fantastica” e di un passo verso l’ingresso nella Ue. Sul fianco orientale della Nato resta l’allarme. Il capo dell’esercito lettone Kaspars Pudans ha detto al Financial Times che Mosca potrebbe sfruttare una “finestra di opportunità” entro la fine del 2028, prima che il riarmo europeo produca effetti pieni. La Francia ha riferito undici intercettazioni in una settimana di velivoli militari russi sul Baltico, tra caccia armati, aerei da ricognizione e da trasporto, senza piani di volo né contatto radio.

Crisi in Crimea

Le forze ucraine hanno rivendicato altri raid contro infrastrutture militari, logistiche ed energetiche russe: depositi di carburante a Simferopol e Melitopol, un deposito di munizioni nell’area di Hryntal, un punto di comando vicino a Ocheretyne, una fabbrica di polveri da sparo nella regione di Ryazan e lo stabilimento Progress di Tambov, che produce componenti per armi di precisione. Colpiti anche una nave pattuglia classe Svetlyak nel Mar d’Azov, un sistema di radionavigazione in Crimea, locomotive, un sistema antiaereo Pantsir S1, trasformatori e autocisterne nel Donetsk. In Crimea, le autorità installate da Mosca hanno parlato di almeno quattro morti: tre a Simferopol, con sette feriti, e uno nella parte orientale della penisola, dove un drone ha colpito un treno pendolare causando anche tre feriti. A Sebastopoli, le difese russe avrebbero intercettato più di venti droni. La crisi dei carburanti si aggrava: per alcuni giorni sarà vietata la vendita ordinaria di benzina. Rifornimenti solo con buoni carburante, non più in vendita, e limite di venti litri a persona. Garantiti ambulanze, forze dell’ordine e trasporti pubblici.

Raid russi e Zaporizhzhia

Mosca ha colpito di nuovo le città ucraine. A Kherson, un drone contro un edificio residenziale ha causato due morti e nove feriti. Nel Donetsk, i bombardamenti su sette insediamenti, tra cui Dobropillya, Druzhkivka, Kramatorsk, Mykolaivka e Sloviansk, hanno provocato cinque morti, undici feriti e danni a 42 obiettivi civili, compresi 16 edifici residenziali. A Boryspil, nella regione di Kiev, colpita un’infrastruttura industriale: un incendio e un ferito. Zelensky ha accusato la Russia di avere ucciso “almeno 707 bambini ucraini” dall’inizio dell’invasione: “La Russia deve rispondere di questi crimini”. Resta alta l’allerta su Zaporizhzhia. L’Aiea ha riferito di un “violento attacco” contro la vicina centrale termica, la cui sottostazione alimenta l’impianto nucleare. Il team dell’Agenzia ha visto fumo e udito attività militare. Rafael Grossi ha espresso “profonda preoccupazione” e chiesto lo stop immediato dell’attacco per evitare una lunga interruzione di corrente. La centrale ha una sola linea elettrica esterna, più volte scollegata nelle ultime settimane. In caso di blackout dipenderebbe dai generatori diesel per raffreddare i sei reattori.

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