Vacanze, alte temperature e pasti consumati fuori casa modificano le abitudini degli italiani e rendono più complessa la gestione degli alimenti. Durante i mesi estivi cresce così anche il rischio di acquistare, cucinare o ordinare più cibo del necessario. Secondo le stime elaborate sulla base dei dati di Waste Watcher International e Too Good To Go, nell’estate 2026 l’extra-spreco alimentare potrebbe raggiungere tra le 30 e le 40 mila tonnellate, con un aumento di circa il 30% rispetto agli altri periodi dell’anno.
A incidere sono soprattutto il deterioramento più rapido provocato dal caldo, la minore regolarità dei pasti e gli spostamenti tra località di villeggiatura, seconde case, spiagge e ristoranti.
Frutta e verdura tra gli alimenti più a rischio
A finire più frequentemente nella spazzatura sono soprattutto i prodotti freschi, maggiormente esposti alle conseguenze delle temperature elevate. Frutta, verdura, pane, insalate e cibi pronti sono gli alimenti che rischiano di deteriorarsi più velocemente, in particolare quando non vengono conservati correttamente o quando la catena del freddo viene interrotta.
Anche una spesa poco programmata può favorire lo spreco. In vacanza, infatti, è più difficile prevedere quanti pasti saranno consumati in casa e quante volte si sceglierà invece di mangiare fuori.
Lo spreco si sposta fuori casa
Durante l’estate una parte significativa del cibo sprecato non proviene soltanto dalle abitazioni, ma anche da ristoranti, stabilimenti balneari e servizi d’asporto. Porzioni troppo abbondanti, piatti ordinati e non terminati o alimenti preparati in eccesso possono trasformarsi rapidamente in rifiuti, soprattutto quando gli avanzi non vengono recuperati o portati a casa.
Il cambiamento delle abitudini estive sposta quindi una quota dello spreco dal frigorifero domestico ai luoghi di ristorazione e villeggiatura.
Cala lo spreco nelle case
Nonostante le difficoltà legate alla stagione estiva, cresce l’attenzione degli italiani verso una gestione più consapevole del cibo. Nel 2026 lo spreco domestico medio è sceso a circa 554 grammi alla settimana per persona. Il dato indica una maggiore sensibilità verso la pianificazione degli acquisti, la corretta conservazione degli alimenti e il riutilizzo degli avanzi.
Le buone pratiche sembrano quindi entrare progressivamente nelle abitudini quotidiane, anche se il periodo delle vacanze continua a rappresentare una fase particolarmente critica.
Boom di borse termiche e contenitori ermetici
Un segnale della crescente attenzione arriva anche dagli acquisti online. Nell’estate 2026 le ricerche di prodotti destinati alla conservazione e al trasporto del cibo sono aumentate del 34%. Tra gli articoli più cercati figurano borse termiche, contenitori ermetici, lunch box e macchine per il sottovuoto. Strumenti utilizzati per proteggere gli alimenti dal caldo, mantenerli freschi più a lungo e organizzare meglio i pasti fuori casa.
La tendenza suggerisce che sempre più consumatori stiano adottando soluzioni pratiche per ridurre gli sprechi anche durante gli spostamenti e i soggiorni estivi.
Pianificare per ridurre gli avanzi
Una spesa più attenta, il controllo delle quantità e una corretta conservazione possono contribuire a limitare il cibo buttato durante l’estate. Programmare i pasti, acquistare soltanto ciò che serve e utilizzare contenitori adatti permette di ridurre il rischio di deterioramento. Nei ristoranti, inoltre, chiedere di portare via gli avanzi può evitare che il cibo non consumato finisca nella spazzatura.
L’aumento delle ricerche di prodotti per la conservazione mostra come la lotta allo spreco alimentare stia diventando una pratica sempre più diffusa, anche in vacanza.





