0

Il massacro del 7 ottobre, Mattarella: “Il terrorismo non ha giustificazioni”. Meloni: interrompere la spirale di violenza

A tre anni dalla strage fatta da Hamas il tragico ricordo della aggressione a Israele. Kallas: “Le comunità ebraiche devono vivere senza paura”
giovedì, 8 Ottobre 2026
3 minuti di lettura

Tre anni dopo, e non potrebbe essere altrimenti, il 7 ottobre resta una ferita aperta. L’attacco di Hamas del 2023 colpì Israele nelle case, nei kibbutz e durante un festival musicale: oltre 1.200 persone furono uccise, in gran parte civili, più di 250 trascinate a Gaza come ostaggi. Ieri, nel terzo anniversario, le istituzioni italiane hanno ricordato le vittime e hanno affidato alla ricorrenza un messaggio che tiene insieme la condanna del terrorismo, il contrasto all’antisemitismo e la necessità di fermare una spirale di violenza che da allora ha investito anche la popolazione palestinese. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella è partito da quella mattina e dai civili israeliani colpiti. Giovani, anche di altre nazionalità, uccisi o presi in ostaggio mentre partecipavano a una festa, famiglie aggredite nelle proprie abitazioni, bambini e anziani rapiti o privati della vita: “Gli atti di terrorismo non potranno mai essere giustificati né archiviati”, il duro monito del Capo dello Stato per il quale la memoria assume un significato che supera la ricorrenza. Quel giorno deve restare “un doloroso monito” perché siano condannati e respinti, in Medio Oriente come nel resto del mondo, terrorismo, antisemitismo e “ogni forma di odio su base etnica e religiosa”.

“Interrompere la spirale di violenza”

Anche Giorgia Meloni è tornata alle vittime del 7 ottobre e ha rinnovato la vicinanza ai familiari, a chi ha vissuto il sequestro e al popolo israeliano: “Il tempo trascorso non attenua la gravità di quei crimini”, ha detto il Presidente del Consiglio. Per il Premier “nessuna causa può giustificare il massacro deliberato di innocenti” e ricordare quanto accadde significa confermare l’impegno contro ogni forma di antisemitismo. Il messaggio di Palazzo Chigi ha guardato anche a ciò che è accaduto dopo. Meloni ha richiamato le “drammatiche e inaccettabili sofferenze” degli abitanti di Gaza e la violenza che colpisce i civili palestinesi in Cisgiordania. “La spirale di violenza deve essere interrotta”.

La linea indicata resta quella dei due Stati. L’Italia, ha assicurato il Primo Ministro, continuerà a lavorare per una pace che garantisca sicurezza agli israeliani e un futuro di libertà e dignità ai palestinesi, con due Paesi uno accanto all’altro entro confini riconosciuti.

Il richiamo delle istituzioni

La stessa prospettiva è tornata nel messaggio del Ministro degli Esteri Antonio Tajani, che ha definito la memoria delle vittime e degli ostaggi “un dovere della comunità internazionale”. Il titolare della Farnesina ha ribadito l’impegno per la pace e la stabilità in Medio Oriente attraverso una soluzione politica dei due Stati, capace di assicurare sicurezza a Israele e diritti, dignità e futuro al popolo palestinese. Il Ministro della Difesa Guido Crosetto ha parlato invece di una “frattura profonda” ancora aperta. La condanna di Hamas, per lui, deve restare ferma, così come quella dell’antisemitismo. Ma ha introdotto una distinzione: “Hamas non è il popolo di Gaza, né rappresenta il popolo palestinese”. Da qui il giudizio altrettanto netto sulle violenze contro i civili della Striscia, che hanno pagato e continuano a pagare “un prezzo intollerabile”.

Il Presidente del Senato Ignazio La Russa è intervenuto sulle manifestazioni pro Palestina previste proprio nell’anniversario. Le ha considerate legittime se non violente, ma ha giudicato “sbagliato e inaccettabile” scegliere il 7 ottobre, perché a suo avviso si rischia di rovesciare il significato di una giornata dedicata al ricordo delle vittime israeliane. Ha riconosciuto anche che nella reazione di Israele ci sono stati “eccessi” e che la parte innocente della popolazione palestinese ne ha subito le conseguenze.

Il Presidente della Camera Lorenzo Fontana ha parlato di una ferita “che il tempo non cancella” e ha richiamato alla più ferma condanna del terrorismo.

Kallas: “Respingere ogni forma di antisemitismo”

Il ricordo è arrivato anche dall’Unione europea: “Gli attacchi del 7 ottobre sono stati un atto barbaro di terrore. Oggi ci uniamo a Israele nel ricordare ogni vita strappata e distrutta dalle mani dei terroristi di Hamas”, le parole su X di Kaja Kallas, Alta rappresentante dell’Ue per gli Affari esteri e la Politica di sicurezza. Kallas ha rivolto un pensiero alle vittime, ai sopravvissuti e alle loro famiglie e a richiamato l’Europa alla lotta contro l’antisemitismo: “Le comunità ebraiche devono poter vivere apertamente, in sicurezza e senza paura”. Per l’Alta rappresentante Hamas ha provocato “sofferenze indicibili al popolo israeliano” e deve deporre le armi affinché il Piano di pace per Gaza possa andare avanti.

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Questo modulo raccoglie il tuo nome, la tua email e il tuo messaggio in modo da permetterci di tenere traccia dei commenti sul nostro sito. Per inviare il tuo commento, accetta il trattamento dei dati personali mettendo una spunta nel apposito checkbox sotto:

Potrebbero interessarti

“Unità per avvenire più ricco. Stop a tutte le guerre”

“Oggi Costituzione, Inno e Tricolore simboleggiano la Repubblica. Più vero…

“Uguali per Costituzione”. Ma con tante difficoltà

Non spera e nemmeno auspica, Ernesto Maria Ruffini ha fede. Da servitore…