A giugno i consumi delle famiglie mostrano un rallentamento su base mensile, ma il bilancio del trimestre e il confronto con lo scorso anno confermano un quadro ancora positivo, sostenuto soprattutto dai beni non alimentari e dall’espansione dell’e-commerce. È quanto emerge dai dati diffusi dall’Istat sulle vendite al dettaglio.
Nel mese di giugno 2026 le vendite diminuiscono dello 0,1% sia in valore sia in volume rispetto a maggio. A incidere sul risultato è soprattutto la flessione del comparto alimentare, che registra un calo dello 0,4% in valore e dello 0,5% in volume. I beni non alimentari, invece, chiudono il mese con un incremento dello 0,2% sia in valore sia in volume.
Il quadro cambia osservando l’andamento del secondo trimestre dell’anno. Tra aprile e giugno le vendite al dettaglio aumentano dello 0,6% in valore e dello 0,2% in volume rispetto ai tre mesi precedenti.
Anche in questo caso emerge una netta differenza tra i due comparti: gli alimentari crescono dello 0,4% in valore, ma arretrano dello 0,2% in volume, mentre i beni non alimentari registrano un aumento dello 0,8% in valore e dello 0,4% in volume.
Più marcata la crescita nel confronto con giugno 2025. Su base annua le vendite al dettaglio salgono del 3,1% in valore e dell’1,9% in volume. Gli alimentari avanzano dell’1,9% in valore, mentre i volumi restano invariati. Più sostenuto l’andamento dei beni non alimentari, che aumentano del 4,0% in valore e del 3,1% in volume.
Comparto non alimentare
All’interno del comparto non alimentare quasi tutte le categorie registrano variazioni positive. L’unica eccezione riguarda il settore delle calzature, degli articoli in cuoio e da viaggio, in calo dell’1,2%.
Le performance migliori spettano agli elettrodomestici, radio, televisori e registratori, che segnano un incremento del 14,2%, seguiti dalle dotazioni per informatica, telecomunicazioni e telefonia, in aumento del 12,6%.
L’Istat rileva inoltre una crescita diffusa tra tutte le forme distributive rispetto a un anno prima. A trainare il mercato è ancora una volta il commercio elettronico, che mette a segno un aumento del 26,7% in valore e del 28,0% in volume, confermando il ruolo sempre più rilevante degli acquisti online nelle abitudini di consumo delle famiglie italiane.





