Le vacanze di migliaia di passeggeri delle crociere fluviali europee sono state stravolte dalla siccità record che sta colpendo il continente. Livelli d’acqua eccezionalmente bassi lungo Danubio e Reno hanno costretto le compagnie a modificare itinerari, trasferire turisti in autobus e, in alcuni casi, cambiare completamente nave. Secondo l’Osservatorio europeo sulla siccità (EDO), la prima metà di luglio ha registrato “temperature superiori alla media con un’ondata di calore prolungata e intensa”.
La mappa aggiornata mostra condizioni di “allerta” in gran parte dell’Europa centrale e occidentale, con aree critiche in Francia, Germania, Svizzera, Austria, Ungheria, Romania e Balcani. Il Danubio, seconda via fluviale d’Europa, ha toccato livelli mai registrati prima: a Paks, in Ungheria, la centrale nucleare ha segnalato un minimo storico di –107 cm. Il Reno, arteria commerciale fondamentale, appare in molte immagini ridotto a un corridoio d’acqua circondato da banchi di sabbia e sponde prosciugate. Le compagnie Avalon Waterways e AmaWaterways hanno avvertito che i bassi livelli dell’acqua potrebbero alterare le rotte. E così è stato: turisti trasferiti in autobus per chilometri, escursioni cancellate, castelli mancati, valigie da rifare più volte.
Il Danubio attraversa o costeggia 10 Paesi, dal cuore della Germania al Mar Nero. Il Reno collega le Alpi svizzere al Mare del Nord, passando per Svizzera, Germania, Francia e Paesi Bassi. Entrambi sono colonne portanti del turismo fluviale europeo, e la loro fragilità attuale è un segnale chiaro: la siccità non è più un evento eccezionale, ma una variabile che ridisegna rotte, economie e aspettative.





