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Milano abbraccia il suo Capitano: l'ultimo saluto a Franco Baresi

Milano abbraccia il suo Capitano: l’ultimo saluto a Franco Baresi

Migliaia di tifosi, il mondo del calcio e le istituzioni hanno reso omaggio allo storico capitano del Milan nella basilica di Sant'Ambrogio Commozione, cori e ricordi per una delle più grandi bandiere del calcio italiano
mercoledì, 5 Agosto 2026
2 minuti di lettura

Milano ha tributato l’ultimo saluto a Franco Baresi, storico capitano del Milan, scomparso all’età di 66 anni. I funerali si sono svolti ieri nella basilica di Sant’Ambrogio, officiati da monsignor Carlo Faccendini, alla presenza di familiari, amici, autorità e di numerosi protagonisti del calcio italiano e internazionale.

Già diverse ore prima dell’inizio della cerimonia, migliaia di persone avevano raggiunto piazza Sant’Ambrogio per rendere omaggio a una delle più amate bandiere del calcio italiano. All’arrivo del feretro si è levato il coro “C’è solo un Capitano”, mentre sul palazzo di fronte alla basilica campeggiava il grande striscione della Curva Sud milanista: “Leggenda immortale, inimitabile bandiera che non smetterà mai di sventolare. Ciao Capitano”.

L’omelia: grande restando piccolo

Nell’omelia, monsignor Carlo Faccendini ha ricordato il soprannome con cui Baresi era conosciuto fin da bambino, “Piscinin”, trasformandolo nel filo conduttore della sua riflessione.”Nei Vangeli è esplicita la predilezione di Gesù per i piccoli, per chi è “Piscinin”, come veniva affettuosamente chiamato Franco Baresi. Nei piccoli Gesù vede le qualità del Regno: è possibile diventare grandi restando piccoli”., ha ricordato monsignor Carlo Faccendini.

Il mondo del calcio riunito per l’addio

Alla cerimonia hanno preso parte i vertici delle istituzioni calcistiche italiane e numerosi protagonisti del calcio mondiale. Presenti, tra gli altri, il direttore tecnico della Figc Claudio Ranieri, arrivato insieme a Roberto Baggio, e il presidente della Lega Serie A Ezio Simonelli.

Le delegazioni del Real Madrid e del Barcellona

Sul sagrato della basilica sono state deposte corone di fiori inviate dalla Fifa e dal presidente Gianni Infantino, da Andriy Shevchenko, Sebastiano Rossi, Real Madrid, Inter, Roma, Comune di Milano e Regione Lombardia. Un omaggio personale è arrivato anche da Gordon Singer e dall’ex amministratore delegato del Milan Giorgio Furlani dagli Stati Uniti. Real Madrid e Barcellona hanno partecipato con proprie delegazioni, testimoniando la vicinanza dei due club spagnoli.

L’abbraccio commosso dei tifosi

A rendere ancora più intenso il clima di commozione è stato l’affetto della tifoseria rossonera. Lo striscione della Curva Sud ha accolto migliaia di persone riunite in piazza, mentre all’arrivo della bara sono risuonati i cori dedicati al Capitano. Tra i presenti anche tanti ex compagni di squadra e protagonisti della storia del Milan, da Alessandro Costacurta a Dida, insieme a dirigenti, amici e rappresentanti del club.

Abodi: Classe, stile e semplicità

Tra le autorità presenti anche il ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi, che ha ricordato l’eredità lasciata dall’ex difensore rossonero. L’eredità è quella che riusciremo a cogliere. Franco Baresi i suoi messaggi li ha mandati tutti. È stato un grande, capace di coniugare la classe e lo stile con la semplicità dei suoi comportamenti”, ha dichiarato il ministro al suo arrivo in piazza Sant’Ambrogio.

E Galliani ricorda il presidente Berlusconi

Tra i messaggi più sentiti anche quello di Adriano Galliani, storico amministratore delegato del Milan, che sui social ha pubblicato una fotografia insieme a Franco Baresi, Silvio Berlusconi e Fabio Capello accompagnata dalla dedica: “Hai raggiunto il tuo Presidente. 6 per sempre”. Galliani ha più volte ricordato il rapporto speciale che legava Baresi ai colori rossoneri. “Nessuno ci ha mai chiesto Baresi.

Era legatissimo alla maglia del Milan, cucita sulla pelle. Avrebbe potuto andare via, anche quando il Milan era in Serie B, ma scelse sempre di restare”. Ha inoltre rivelato che Baresi era l’unico giocatore del Milan a trattare personalmente il rinnovo del contratto con Silvio Berlusconi nella residenza di Arcore, a conferma di un rapporto unico costruito negli anni dei grandi successi rossoneri.

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