venerdì, 14 Agosto, 2020
Politica

Omofobia, il ritorno del Family Day. Stavolta contro il Ddl Zan-Scalfarotto In Rilievo

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Una volta approvata la legge, sarà punito con “la reclusione da sei mesi a quattro anni chi, in qualsiasi modo, istiga a commettere o commette violenza o atti di provocazione alla violenza per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi o fondati sull’orientamento sessuale o sull’identità di genere”. Insomma, non è uno scherzo.

E il Family Day decide di tornare in campo. Lo fa con parole dure. Le prime utilizzate dalla Onlus Pro Vita e Famiglia, già organizzatrice del Congresso delle Famiglie di Verona.

“Abbiamo finalmente letto il testo del progetto di legge, è osceno: con il ddl Zan-Scalfarotto possiamo affermare che la teoria del gender diventerà legge e che i bambini saranno obbligati a festeggiare l’identità transgender già dall’asilo, questo succederà in ogni scuola di ordine e grado. I genitori che vorranno opporsi all’indottrinamento rischieranno la galera o la multa. Signori, questa è la fine della libertà e l’entrata dell’Italia in una nuova dittatura”: hanno dichiarato Toni Brandi e Jacopo Coghe, presidente e vice presidente della onlus.

“Avevamo sperato che la maggioranza e il Minculpop LGBT si rendessero conto dell’assurdità di certe iniziative e norme ad alto tasso di rischio ideologico, nonché della situazione critica economica del momento (che invece non ha impedito di stabilire fondi di 4milioni di euro per le attività di prevenzione e il contrasto delle discriminazioni come scritto nel Ddl Zan). Ma la maggioranza Pd-M5s ha deciso di invocare una legge violenta per tappare la bocca per sempre a chi dice che un bambino ha bisogno di papà e mamma. E questo è inaccettabile” hanno continuato Brandi e Coghe.

“Non hanno ascoltato le tantissime voci che si levavano da tutta Italia, – hanno poi concluso Brandi e Coghe – dalle femministe che non vogliono che nella legge ci sia un riferimento all’identità di genere fino al mondo cristiano che con la Cei ha espresso il proprio parere negativo. Per questo scenderemo in piazza l’11 luglio in più di 100 città come stiamo organizzando attraverso il sito www.restiamoliberi.it, perché tornino il buon senso e la ragione e nessuno rischi di finire in carcere per le proprie idee e perché difende la famiglia! Non ci fermerà nessuno, in difesa di tutti”.

(Lo_Speciale)

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