mercoledì, 22 Gennaio, 2020
Articoli del Giorno Lavoro

Anief, in Campania oltre mille vincitori concorsi mai assunti

“Più si scava e più scoprono le nefandezze della macchina di reclutamento del Miur: con 150 mila posti vacanti, due cattedre su tre destinate alle immissioni in ruolo che anche quest’anno andranno deserte e le regioni già in allarme perché decine di migliaia di posti andranno a precari senza esperienza, dal Miur ci si permette il lusso di non assumere nemmeno i vincitori ed idonei de concorsi pubblici.

Anief lo aveva denunciato qualche mese fa, rendendo pubblici i numeri della Sicilia, dove oltre 500 docenti vincitori del concorso a cattedra, dopo essersi abilitati all’insegnamento e aver superato più prove concorsuali, non sono mai stati immessi in ruolo.

Ed ora rischiano di ritrovarsi con un pugno di mosche in mano, a seguito del decadimento della graduatoria di merito”. È quanto si legge in una nota dell’Anief che aggiunge: “La stessa disavventura kafkiana si sta verificando in Campania, dove, sempre a seguito delle procedure concorsuali per complessivi 17.299 posti nella scuola primaria, indicate nel decreto Miur del 23 febbraio 2016, dei 1.604 candidati vincitori più il 10% previsto, quindi dei 1.765 canditati collocati nella graduatoria di merito del 16 giugno 2017, a tutt’oggi ne risultano immessi in ruolo appena 413.

E siccome dalle stime dei sindacati locali sembrerebbe che anche le prossime assunzioni a tempo indeterminato non portino più di 200 immissioni in ruolo – anche per via del decreto legislativo 59/2017, conseguente alla Legge 107/2015, che, nel regolare le immissioni in ruolo dei vincitori del nuovo concorso a cattedra e ai precari attualmente non abilitati ha introdotto delle percentuali decrescenti di assegnazione dei posti vacanti, fino ad appena il 20% – ne consegue che dal prossimo mese di settembre rimarranno nelle graduatorie di merito campane ancora 1.100 vincitori di concorso.

“E’ un copione purtroppo già visto – commenta Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief -, perché in moltissime regioni e province italiane ci sono miriadi di posti vacanti, che però l’amministrazione preferisce assegnare ai precari che fanno domanda di messa a disposizione, ma non ai vincitori di concorso, ne’ agli abilitati all’insegnamento fuori GaE con più di 36 mesi inseriti nelle graduatorie d’istituto.

Basta ricordare che in media al Sud, nel primo anno di vigenza delle graduatorie di merito, le immissioni in ruolo dei vincitori del concorso a cattedra bandito l’anno prima si sono realizzate al massimo per il 17%”.

“Siccome questa situazione incresciosa si trascina da ormai tre anni, durante i quali il Miur non ha mosso un dito per rimediare ai limiti al proprio regolamento deficitario sulle immissioni in ruolo, siamo giunti alla conclusione – continua Pacifico – che si tratta di una precisa scelta.

La stessa che lascia fuori dalle graduatorie ad esaurimento decine di migliaia di abilitati, come i diplomati magistrale e laureati in scienze della formazione primaria. E poco importa, sempre secondo il ministero dell’Istruzione, se il numero dei docenti-nonni dal precariato infinito, ratificato anche da Eurydice, diventa sempre maggiore, tanto da far prendere in considerazione una procedura d’infrazione proprio sulla reiterazione gratuita dei contratti a termine, da parte della Commissione Europea, nei confronti dell’Italia.

Per non parlare dell’incremento esponenziale dei contenziosi nei tribunali del lavoro per le misure risarcitorie da applicare a decine di migliaia di precari vessati e mai assunti a tempo indeterminato”. (Italpress)

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