Domani vertice di Governo e martedì l’incontro con le Associazioni produttive L’obiettivo è la difesa degli interessi del Paese senza dannose contrapposizioni
Acque difficili da navigare ma la rotta indicata dal presidente del Consiglio Giorgia Meloni dal ministro degli Esteri Antonio Tajani, porteranno a dei risultati e, ci auguriamo, per le attività produttive e per il Paese in un porto sicuro. Il tema è noto: come ridurre l’impatto dei dazi sull’economia nazionale. Il percorso prevede che domani il premier terrà un vertice di Governo per mettere a punto una strategia e martedì un l’incontro tra l’Esecutivo e i leader delle Associazioni di categorie per ascoltare da loro indicazioni e suggerimenti. Resta, invocata da tutti, la via maestra del dialogo con gli Stati Uniti e l’approfondimento delle questioni da risolvere senza estremismi e rischiosi arroccamenti.
Confronto con le Associazioni
Sappiamo già dalle anticipazioni del mondo produttivo, da Confindustria, alle Confederazioni dell’Agricoltura, Artigianato e Commercio che bisognerà muoversi per comporre una intesa con un negoziato che non penalizzi imprese e consumatori. Un accordo che salvaguardi l’export e le importazioni. Il presidente Giorgia Meloni ha una visione che viene condivisa, e che noi sottoscriviamo. “È presto”, spiega il Premier, “per valutare le conseguenze effettive prodotte da questa nuova situazione sul nostro Pil e sulla nostra economia. Certamente, però, il panico e l’allarmismo possono causare danni ben maggiori di quelli strettamente connessi con i dazi”. Un percorso quindi c’è ed affidato al gruppo di lavoro del Governo che poi aprirà il confronto con le categorie e: “con loro, per trovare le soluzioni migliori”.
Mercato che è il 10% del Pil
In questo scenario senza dubbio difficile, ma non inedito per l’Italia, che in molte occasioni si è trovata ad affrontare problemi che sono stati risolti grazie ad un ritrovato senso di unità e un lodevole pragmatismo. L’invito del presidente Meloni al ragionare in modo prudente, perché: “panico e allarmismo possono fare più danni dei dazi”. Il realismo sarà ancora la nostra carta vincente. Possiamo infatti fare molto per governare una situazione che ci impone il vedere i numeri.
Parliamo di un mercato importante, quello Usa, che vale circa il 10% della nostra esportazione.
Noi e l’America, interessi e amicizia
Altro tema sul quale verterà il confronto sarà le relazioni tra Italia e America. Un rapporto che non può essere incrinato e messo in discussione da malintesi e contrapposizioni.
Ci sono aspetti fondanti geopolitici, di amicizia, e collaborazione strategiche che avvantaggiano entrambi. L’alleanza Atlantica è un insieme di relazioni non solo economiche e militari, ma di identità storica, pensiamo alle numerosissime Associazioni di italiani in America, di sodalizi Italo Americani, di interazioni in ogni contesto culturale, turistico, di arte e moda. Un rapporto che dobbiamo conservare e coltivare per il presente e per il futuro.
Con l’Europa e con gli USA
Questo non significa non tenere presente le ragioni del nostro essere in Europa e d’altronde ne siamo uno Stato fondatore, così come vanno ascoltati i leader europei e italiani, come Mario Draghi che ci sprona ad una unità di intenti tra leader europei. Siamo d’accordo ma talvolta ad iniziare dalla Francia questa unità è stata sacrificata a dei protagonismi nazionali che hanno arrecato più danni che risultati. L’Italia c’è e si farà sentire in Europa e con l’America, con le sue ragioni, impegni e obiettivi. D’altronde siamo pur sempre la Nazione di Nicolò Machiavelli che per i momenti difficili e per il buon governo delle cose osservava: “Giudico che la fortuna sia arbitra della metà delle azioni nostre, ma che ce ne lasci governare l’altra metà”.