Dal suo resort di Palm Beach, Donald Trump ha pubblicato un messaggio provocatorio su Truth Social proprio mentre Wall Street affrontava un drammatico crollo. “Questo è il momento perfetto per fare fortuna – ha scritto, riferendosi al collasso del mercato che ha visto svanire 6 miliardi di dollari in pochi giorni – La Cina ha giocato male, è andata nel panico, una mossa che non può permettersi!”. Nonostante la crisi economica innescata dalla campagna che ha battezzato ‘Giorno della Liberazione’, il presidente 78enne non è apparso preoccupato. Nei suoi post, ricchi di slogan come ‘SOLO I DEBOLI FALLIRANNO!’, Trump ha sostenuto come il disagio economico sia solo temporaneo. Tuttavia, i mercati non hanno condiviso il suo ottimismo: il Dow Jones ha perso il 5,5%, l’S&P 500 è calato quasi del 6%, il Nasdaq è precipitato del 5,8% mentre il DAX tedesco e il CAC 40 francese sono in forte ribasso. Nel frattempo, il prezzo del petrolio è sceso ai minimi dal 2021, il rame ha perso valore e il Nikkei giapponese ha registrato un calo del 2,8%. La Cina ha annunciato un dazio del 34% su tutte le importazioni americane, in vigore dal 10 aprile, e ha presentato un ricorso presso l’Organizzazione Mondiale del Commercio. Inoltre, ha dichiarato un taglio nelle esportazioni di terre rare, fondamentali per la produzione di dispositivi elettronici e medici. Altri partner commerciali hanno adottato un approccio più cauto. L’Unione Europea, colpita da una tariffa del 20%, ha dichiarato attraverso il commissario europeo per il commercio, Maros Sefcovic, che risponderà “in modo calmo, graduale e unitario”. Il ministro dell’Economia francese, Eric Lombard, ha suggerito ritorsioni che potrebbero includere tasse digitali o regolamenti più severi sui dati. Sia Parigi che Berlino hanno accennato alla possibilità di tassare, in risposta, i colossi tecnologici USA. Perfino il Giappone, colpito da una tariffa del 24%, ha predicato moderazione.