A Salerno prende vita il Consorzio ‘Campania Energy Community’, un progetto innovativo nato grazie al Comitato Salernitano di Confcooperative. Si tratta del primo consorzio energetico del Sud Italia interamente dedicato alle Comunità energetiche rinnovabili (Cer), una soluzione strategica per favorire la transizione energetica, promuovere l’economia circolare e rilanciare il tessuto industriale del territorio. Le Comunità Energetiche Rinnovabili rappresentano un pilastro della transizione verso un’economia sostenibile. Si basano su un modello associativo in cui cittadini, aziende ed enti pubblici collaborano per produrre e condividere energia verde, riducendo significativamente emissioni di CO2 e sprechi energetici. Inoltre, gli impianti vengono spesso installati su terreni industriali inutilizzati, valorizzandoli e conferendo loro una nuova funzione.
Queste comunità non solo sostengono l’ambiente, ma rappresentano anche un’opportunità di crescita per le Piccole e medie imprese, coinvolte nella progettazione, realizzazione e manutenzione degli impianti. Il risultato è un impatto positivo sul tessuto industriale e sull’occupazione locale.
Un investimento da oltre 47 milioni di euro
Il Consorzio ‘Campania Energy Community’ conta già 40 comunità energetiche, con un investimento complessivo di 47,4 milioni di euro. Alessandro Porro, esperto di finanza agevolata e progettazione europea, sottolinea le sfide e le opportunità che caratterizzano questa iniziativa: “I piccoli comuni sotto i 5.000 abitanti incontrano difficoltà ad accedere ai contributi del 40% previsti dai bandi del Pnrr. Per questo stiamo lavorando su progetti europei e sull’attrazione di fondi privati, per garantire la sostenibilità economica dell’iniziativa senza vincoli eccessivi”. Porro evidenzia inoltre l’importanza di migliorare i meccanismi di supporto pubblico per facilitare la partecipazione dei comuni più piccoli e assicurare la piena realizzazione delle comunità energetiche.
Obiettivi e benefici
Il progetto mira a incrementare l’efficienza energetica e l’uso di fonti rinnovabili; a ridurre le emissioni di gas serra; a promuovere l’occupazione e il rilancio economico delle aree coinvolte; a sfruttare al massimo le opportunità offerte da fondi pubblici e privati. Grazie all’integrazione tra contributi pubblici e investimenti privati, il Consorzio punta a diventare un modello replicabile in altre regioni d’Italia.