martedì, 16 Luglio 2019
Ambiente Editoriale

Litorali, plastica e specie aliene

Se a parlare sono i dati coste e spiaggia italiane sono ormai delle discariche. Più che per il benessere, relax e turismo le coste sono siti di stoccaggio di spazzatura. Con la plastica che è la grande imputata, (dovrebbe esserlo chi la consuma e la getta via in modo indiscriminato), così i dati del Ministero dell’Ambiente, sono da brividi: 150 milioni di tonnellate di plastica disseminate lungo lidi, spiagge, cale, calette e scogliere dei litorali d’Italia. Una invasione che contrasta con la qualità delle acque marine costiere che sono giudicate eccellenti per il 90% dei litorali. Il vero problema quindi rimane la plastica e altri rifiuti spiaggiati. La media, – secondo il monitoraggio del Ministero, dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale) e del Snpa (Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente) – della spazzatura ritrovata ogni 100 metri lineari di spiaggia supera i 777 oggetti, per un totale di 180 mila spiaggiati, dei quali l’80% e’ plastica tra bottiglie e sacchetti, contenitori per alimenti, cassette per il pesce in polistirolo e lenze da pesca in nylon. Ora si attendono i dati 2019 della campagna di lotta all’inquinamento marino, #iosonomare; progetto che vede promotore il sottosegretario all’Ambiente Salvatore Micillo.
“Vogliamo tenere i riflettori accesi sul mare, coinvolgendo i cittadini, per arrivare al 2 dicembre, quando inizierà a Napoli la Conferenza delle parti della Convenzione di Barcellona che quest’anno siamo orgogliosi di ospitare”, ricorda il Ministro Costa che della battaglia per il disinquinamento dei litorali dalla plastica ne ha fatto un impegno personale. “Il mare unisce i popoli più che dividerli, e sempre più deve essere un ponte tra diverse culture”, fa presente Costa, “per promuovere una cultura comune, condivisa, che è la cultura del mare. Per questo proporrò alla Cop di Napoli l’istituzione di aree marine transnazionali, ne immagino una pionieristica tra Italia, Africa e partner europei”. Per il ministro c’è da affrontare subito l’emergenza plastica. “In fondo al mare ci sono buste, bottiglie, contenitori per alimenti e attrezzi da pesca. Con la legge “Salvamare” contiamo di dare un contributo a risolvere questa emergenza. Non è possibile che su 150 tartarughe morte spiaggiate, i ricercatori ci dicano che tre su quattro presentano plastica nel corpo”.
Il monitoraggio sullo stato delle coste italiane oltre ai rilievi sulla plastica, ha posto l’attenzione “sull’invasione delle specie aliene dei nostri mari”: 263 specie non indigene di cui il 68% con “fissa dimora” lungo le coste nazionali.

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