giovedì, 30 Maggio, 2024
Esteri

La fiamma olimpica parte da Parigi verso la Grecia, culla dell’Olimpiadi

Nelle ombre serene dei resti dell’antica Olimpia, il gufo notturno squarcia il silenzio con il suo richiamo, proclamando la presenza di un monumento in candido marmo: ultima dimora del cuore di Pierre de Coubertin, l’eccezionale francese artefice della rinascita dei Giochi Olimpici moderni. Fondatore e guida del Comitato Olimpico Internazionale, de Coubertin ha guidato i Giochi del 1924, svoltisi nella sua Parigi. Martedì, la torcia olimpica destinata a brillare nelle Olimpiadi di quest’estate, la terza edizione ospitata dalla capitale francese, verrà accesa fra le rovine templari di Olimpia, nel profondo sud elleno. La fiaccola, poi, intraprenderà il suo percorso verso la cerimonia inaugurale del 26 luglio, iniziando dal memoriale di Coubertin, abbracciato da cipressi secolari, dove il tedoforo darà vita a un altare in suo tributo.

Significato toccante

Un gesto ripetuto in ogni edizione, che quest’anno assume un significato particolarmente toccante, come sottolineato da Spyros Capralos, presidente del comitato olimpico ellenico: “Onoriamo il memoriale di Coubertin in ogni occasione… la torcia si dirige lì per prima”, ha dichiarato Capralos all’Associated Press. “E ora, a distanza di 2.800 anni dai primi Giochi, siamo lieti che Parigi, la città di Coubertin, ne diventi nuovamente la teatro”. Le visioni del nobile francese, ispirato dall’antichità e dal desiderio di ravvivare lo spirito sportivo, cristallizzarono nei primi Giochi del 1896 ad Atene. Ancora oggi, il seggio che de Coubertin utilizzava nell’antico stadio di marmo è gelosamente custodito, con il suo nome inciso per l’eternità. Prima di trapassare nel 1937 e di essere sepolto a Losanna, de Coubertin fece una richiesta insolita: il suo cuore doveva essere estratto e riposto nel monumento elevato in suo onore dieci anni prima, al di là delle vestigia di Olimpia. Fu il futuro re Paolo di Grecia a presiedere la cerimonia del marzo 1938, sacralizzata dalla benedizione di prelati greco-ortodossi. Oggi quel boschetto è parte integrante dell’Accademia Olimpica Internazionale, dedicata alla divulgazione della storia e dei valori dei Giochi Olimpici. Nato nel 1863, Coubertin si impose come il secondo presidente del CIO, presenziando anche ai giochi del 1900 e del 1924 a Parigi.

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