domenica, 3 Marzo, 2024
Economia

Italiani attenti alla sostenibilità, ma il prezzo resta un “determinante critico”

Più attenzione al portafoglio. I consumatori si informano in canali “diversificati”

Qual è il sentiment dei consumatori italiani nei confronti della “sostenibilità”? Ha cercato di misurarlo un’indagine condotta da Havas Pr, per Confidustria, che ha coinvolto 500 soggetti rappresentativi della popolazione italiana e 16 imprenditori. Dall’indagine è emerso che gli italiani continuano a prediligere prodotti di alta qualità, ma il prezzo resta un determinante critico: il 92% considera la qualità e l’89% il costo come i principali fattori di acquisto. La sostenibilità, focalizzata su aspetti ambientali e sociali, è rilevante per l’80% degli intervistati, con particolare attenzione da parte di donne e individui tra i 55 e 64 anni. La presenza di figli accentua l’interesse per qualità, origine e sostenibilità della filiera.

Il 60% non sa cos’è Esg

Lo studio è stato illustrato in occasione dell’evento principale della XXII Settimana della Cultura d’Impresa di Confindustria “Industria 5.0: il futuro è qui. Consapevolezza e sviluppo sostenibile” al MAXXI di Roma. Nonostante gli atteggiamenti positivi dichiarati, solo il 28% degli italiani si dice ‘molto attento’ alla sostenibilità, mentre il 52% si dichiara ‘abbastanza attento’ al tema – associandolo principalmente al riciclo e alla raccolta differenziata; 1 su 5 (20%) si dichiara indifferente o considera la sostenibilità non rilevante.

Attenzione al portafoglio

Mentre la responsabilità individuale è legata all’ambiente e al riciclo, le aziende sostenibili sono giudicate sia per temi ambientali che sociali. Il 46% degli intervistati considera la tutela dei lavoratori come il principale criterio per un’azienda sostenibile, seguito dal rispetto delle pari opportunità (41%). I giovani si informano e scelgono marchi sostenibili, mentre il 57% degli italiani è disposto a optare per prodotti sostenibili senza impatti sul portafogli, scendendo al 50% nella fascia 45-54 anni. Per il settore privato, emerge l’importanza della comunicazione trasparente ed efficace. I consumatori, infatti, si informano principalmente attraverso canali diversificati, con il sito ufficiale dell’azienda al primo posto (45%). La comunicazione diventa anche uno strumento di employer branding, con una distribuzione equa tra i generi, le età e le diverse provenienze dei consumatori.

Imprese: sostenibilità a lungo termine

Dall’indagine qualitativa realizzata attraverso interviste agli imprenditori è emerso che le imprese italiane integrano la sostenibilità sin dalla fondazione e la considerano una soluzione a lungo termine. Le imprese stanno evolvendo da un approccio “conforme alle normative” a un approccio che utilizza la sostenibilità per differenziarsi sul mercato. La soddisfazione dei dipendenti è prioritaria, con attenzione crescente all’inclusione ed equità. Il welfare, le competenze e il rapporto con le scuole sono temi rilevanti. L’innovazione tecnologica è fondamentale per la transizione green, con un focus sull’economia circolare e l’integrazione dell’Intelligenza Artificiale. La governance della sostenibilità e il passaggio generazionale sono sfide, con solo il 25% delle PMI che ha una figura dedicata alla sostenibilità. Le imprese intervistate esprimono la necessità di rivedere le politiche industriali – nazionali ed europee – in ottica di integrazione dei tre aspetti della sostenibilità E-S-G, per puntare sul made in Italy come leva efficace per valorizzare il nostro Paese sui mercati di tutto il mondo, generando ricchezza e sviluppo nel lungo periodo.

Pichetto: strada segnata

Il Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica Gilberto Pichetto Fratin, commentando la ricerca ha dichiarato che “è ormai assodato che lo sviluppo dovrà viaggiare inevitabilmente lungo i binari della sostenibilità. Lo sviluppo dovrà essere necessariamente e inevitabilmente sostenibile. Lo sviluppo al quale puntiamo è quello che porta benessere alle comunità senza intaccare l’ambiente e il territorio. È importante quindi che Confindustria abbia deciso di farsi parte attiva nel dibattito nazionale e internazionale: conferma il ruolo fondamentale delle imprese nell’intercettare, anticipare e condurre il cambiamento stimolato dal nuovo paradigma di sviluppo, Industria 5.0 che si sta affacciando in Europa, Italia compresa”.

Viganò: centralità della persona

Etica e centralità della persona, modelli alternativi e inclusivi nel lavoro, ruolo del digitale sono i temi della riflessione di Mons. Dario Edoardo Viganò, Vice cancelliere Pontificia Accademia delle Scienze sociali che ha detto: “La sostenibilità, richiamata dallo stesso Magistero sociale della Chiesa, è intesa sempre più frequentemente come una visione globale ed inclusiva, capace di riconoscere nelle attività umane le interconnessioni degli aspetti ecologici, sociali ed economici, ciò che si prefigge anche l’Industria 5.0”.

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