sabato, 22 Giugno, 2024
Agroalimentare

Funghi, nei boschi italiani è boom di porcini e finferli: la produzione cresce del 20%

Se il cambiamento climatico rappresenta una minaccia per la raccolta di uva e olive – con aumenti del 10-15% in più nei costi di produzione – l’alternarsi tra giornate calde ed altre di pioggia segnano un risvolto positivo per i funghi in Italia con un’esplosione di porcini e aumenti del “raccolto” fino al +20% rispetto all’anno scorso. Le regioni che beneficiano di questa graditissima esplosione sono la Lombardia, dove si stima un aumento di circa 1/5 rispetto all’anno scorso, Veneto e Friuli Venezia. Situazione in evoluzione nel Centro Italia dove le zone della Lunigiana in Toscana guidano le crescite, positivo anche il Lazio con aumenti fino al +20%, mentre al Sud si paga il prezzo delle altre temperature estive, poche piogge e diversi incendi.

Regole da seguire

Una risorsa importante per il nostro territorio, come sottolinea Coldiretti, che va preservata osservando regole precise, quali ad esempio, la pianificazione dei percorsi ad evitare punti ripidi o pericolosi; riconoscere durante la selezione i funghi che non siano velenosi; e l’utilizzo per la raccolta cestini di vimini, consentendo ai miceti di arieggiare e favorire la diffusione delle spore, sconsigliando vivamente l’utilizzo dei classici sacchetti di plastica. Da non sottovalutare poi le condizioni climatiche e l’ambiente che li circonda: la nascita di porcini, chiodini, finferli e altre varietà, per essere rigogliosa, richiede come condizioni ottimali terreni umidi senza piogge torrenziali, una buona dose di sole e temperature moderate all’interno del bosco.

Sostegno all’economia

L’Italia può contare su circa 11,4 milioni di ettari di bosco, pari al 40% della superficie del Paese, anche se purtroppo – precisa la Coldiretti – sono segnati dall’abbandono, incuria e dall’azione criminale dei piromani. Nonostante la spiacevole situazione, i funghi rappresentano un importante risorsa per il nostro Paese. L’attività di ricerca – continua la Coldiretti – non ha solo una natura hobbistica, che coinvolge moltissimi vacanzieri ma spinge il turismo di settembre, scelto quest’anno da 9,8 milioni di italiani, con una funzione economica a sostegno delle aree interne boschive dove rappresenta un’integrazione di reddito per migliaia di professionisti impegnati a rifornire negozi e ristoranti di prodotti tipici locali, grazie anche alle numerose sagre autunnali.

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