mercoledì, 24 Luglio, 2024
Lavoro

Morti sul lavoro e prevenzione, intervista al prof. Domenico Della Porta

I recentissimi infortuni mortali registrati nei settori ferroviario, portuale e marittimimi ripropongono la questione amministrativa della mancanza dei decreti armonizzati alla vigente norma in materia di Salute e Sicurezza sul Lavoro, il D.Lgs. 81/08.

Abbiamo intervitato sul delicato argomento Domenico Della Porta, docente di Medicina del Lavoro e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro e Presidente dell’Osservatorio Nazionale Malattie Occupazionali e Ambientali dell’Università degli Studi di Salerno.

Professore quali sono le criticità amministrative per la Salute e Sicurezza sul Lavoro nel settore Trasporti?
Risulta alquanto interessante, a tal proposito, tenere presente un’articolata riflessione elaborata dalla Consulta Italiana Interassociativa della Prevenzione, CIIP, organismo affidabilissimo fondato nel 1989 con l’obiettivo di produrre studi e soluzioni proprio per la tutela della Salute e Sicurezza sul Lavoro.

Per quanto riguarda il settore ferroviario viene rilevato  che la legge 191/74 (Prevenzione degli infortuni sul lavoro nei servizi e negli impianti gestiti dall’Azienda autonoma delle ferrovie dello Stato): – riguarda solamente la prevenzione infortuni e non la repressione delle violazioni di legge sulla sicurezza del lavoro né le norme a tutela dell’igiene e della salute dei lavoratori; – era destinata specificamente ed esclusivamente ad un soggetto giuridico che rappresentava un’articolazione diretta dello Stato, che oramai da oltre 20 anni non esiste più.

Cosa comporta tale situazione?
Tale norma, come sottolinea la CIIP, è divenuta obsoleta e incompatibile con l’attuale contesto sociale, economico e giuridico del sistema ferroviario italiano tanto da risultare incongrua e di difficile attuazione per le nuove imprese di diritto privato succedute all’Azienda Autonoma Ferrovie dello Stato; – non è applicabile alla galassia delle numerose nuove imprese che operano nel settore ferroviario; – all’art. 35, prevede, per quanto riguarda la prevenzione infortuni, la “vigilanza congiunta” tra Ispettorato del Lavoro e “Azienda Autonoma Ferrovie dello Stato” che non ha più motivo di esistere essendo le imprese del gruppo SpA o aziende private; inoltre, nonostante la specificità’ del servizio ferroviario, effettivamente esistente, non sono più giustificati poteri di auto-vigilanza delle aziende interessate evocando anche dubbi di legittimità costituzionale per la disparità di trattamento tra imprese e tra gli stessi lavoratori.

Per quanto riguarda il settore portuale, marittimo e della pesca cosa occorre fare?
La mancata emanazione dei decreti di coordinamento tra D.Lgs. 81/08 e precedente normativa di settore ha portato i Servizi di Prevenzione Sicurezza negli Ambienti di Lavoro delle ASL e quindi il Gruppo di lavoro del Coordinamento interregionale ad elaborare indirizzi operativi su diversi temi (attrezzature di lavoro a bordo nave, sistemi di sicurezza/segnalazione per le operazioni di movimentazione merci, interfaccia nave/porto, formazione RLS, ambienti con sospetto di inquinamento o confinati, attività di riparazione/manutenzione/costruzione navale, demolizioni navali, merci e prodotti chimici pericolosi, accertamenti sanitari periodici di marittimi e pescatori).

Tali indirizzi, volti ad armonizzare su scala nazionale gli interventi delle ASL, sono sfociati talvolta in prassi formalizzate, in Ordinanze e Decreti ed hanno consentito di continuare a tutelare anche queste categorie di lavoratori in assenza di adeguamenti normativi nazionali.

E per il settore dei trasporti su gomma?
La CIIP, vede anche in qust’ambito la presenza di competenze in materia di prevenzione sul lavoro da parte di diverse istituzioni che non si integrano, come invece dovrebbe essere. Ricordiamo che un’alta percentuale di infortuni lavorativi in generale e soprattutto di quelli gravi e mortali si verifica proprio nel trasporto su strada.

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