martedì, 23 Luglio, 2024
Società

Meloni: Le droghe fanno male sempre e fanno male tutte

Quest’anno la “Giornata internazionale contro l’abuso di droga e il traffico illecito”, istituita dalle Nazioni Unite nel 1987, si è trasformata, per volere del Governo Meloni, nella “Giornata mondiale contro le droghe”, senza alcun riferimento a fenomeni criminali. Il segnale che la Presidenza del Consiglio dei ministri ha voluto mandare è chiaro: una condanna tout court dell’assunzione di sostanze stupefacenti a prescindere dalla quantità e dall’uso che se ne fa. Per una ancora più chiara presa di posizione e di manifesta attenzione verso il tema, il Dipartimento per le Politiche Antidroga della Presidenza ha organizzato nell’Aula dei Gruppi Parlamentari della Camera dei Deputati un incontro istituzionale, cui hanno partecipato il Presidente della Camera Fontana, il vicepresidente del Senato Maurizio Gasparri, il Ministro per lo sport e i Giovani Abodi, il viceministro del Lavoro Bellucci, il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano e la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

Basta indifferenza e ripetitori spenti

Secondo Meloni, intorno alla data “c’è stata indifferenza”, “si è preferito tenere i riflettori spenti sul fenomeno della droga, sulle dipendenze patologiche, su un’emergenza di cui fingiamo di accorgerci solo quando arriva la tragedia”. Una sorta di “indignazione a intermittenza che dura lo spazio di una notizia e poi scompare molto spesso senza neanche citare la causa che ha portato a quella tragedia, ovvero la droga e la dipendenza”, ha specificato la Premier, alludendo all’episodio degli youtuber di Casal Palocco che hanno ucciso un bambino di cinque anni, pare sotto effetto di cannabis. Il rilievo è verso un atteggiamento considerato da lei “ipocrita”, quasi la droga fosse un male “inevitabile”, “imprevedibile” o peggio “banalizzato” se non “propagandato. “Non riesco a capire – ha detto la presidente del Consiglio – come si faccia a considerare libertà qualcosa che ti rende schiavo”. “La droga fa male sempre e comunque”. Per Meloni, dunque, nessuna differenza tra droghe leggere e pesanti: “Voglio ribadire dei concetti lapalissiani e banali, sapendo che posso diventare oggetto di polemica, ma sono abituata a difendere ciò in cui credo. Il primo è che la droga fa male sempre e comunque, ogni singolo grammo di principio attivo si mangia un pezzo di te”.

Abodi: lo sport è “una straordinaria forma di difesa immunitaria”

Principi condivisi anche dalle altre cariche istituzionali presenti. Per Gasparri la cannabis “deve continuare ad essere messa al bando. Ma bisogna agire di più sul piano della prevenzione e del recupero”, mentre per il ministro per lo Sport, Andrea Abodi, “il gioco di squadra istituzionale è un fattore decisivo per limitare e contrastare il consumo di droga”, specie fra i giovani, in un impegno che deve “rinnovarsi quotidianamente”. “A volte la droga fa male non solo a chi le consuma, ma anche a persone innocenti che vengono colpite in modo incosciente ed irresponsabile”, ha aggiunto il ministro, che ha indicato lo sport come un mezzo tra i più efficaci per contrastare e prevenire il fenomeno: “Lo sport è uno strumento straordinario, una delle principali difese immunitarie sociali, non soltanto individuale. Ritengo che lo sport debba impegnarsi di più: abbiamo bisogno di formare i nostri dirigenti e i nostri tecnici”, in modo che si “colmino quei vuoti che socialmente producono effetti devastanti. Dove c’è l’indice di sportività più elevato nel nostro Paese, la qualità della vita è migliore”. “La scuola dello sport di ‘Sport e salute’ – ha annunciato – rinnoverà il suo corso di formazione per la prevenzione e la lotta alle dipendenze giovanili, che partirà il 29 settembre in occasione della settimana europea dello sport”.

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