domenica, 19 Gennaio, 2020
Ambiente

Ecologia umana ed ecologia ambientale camminano insieme

Occorre salvare l’uomo dalla sua distruzione e edificare una società nella fratellanza e nel rispetto della Natura. Spesso Francesco ha parlato di ecologia integrale, cioè del legame fra l’ecologia e l’economia, così come del legame esistente fra inquinamento ambientale e povertà, e del legame tra sistemi economico-finanziari perversi e cultura dello scarto e del rifiuto. «Il tempo per trovare soluzioni globali si sta esaurendo. Possiamo trovare risposte adeguate soltanto se agiremo insieme» ha ancora affermato il Papa in occasione della Conferenza di Lima. 

E’ ormai certo che nei prossimi 15 anni nel mondo si produrranno oltre 6 miliardi di tonnellate di rifiuti all’anno, con spese di gestione che raggiungeranno i 400 miliardi di dollari. 

Secondo le stime dell’SWA (International Solid Waste Association), circa la metà della popolazione mondiale (3,5 miliardi di persone), non ha accesso ai più semplici servizi di gestione dei rifiuti. Ragione per cui ogni anno montagne (letteralmente) di rifiuti vengono abbandonate, con danni ambientali e sanitari spesso irreparabili.

Non ci aiutano a trovare soluzioni le contestazioni Nimby (not in my back yard-non nel mio giardino), quando si propongono impianti alternativi di smaltimento o quando addirittura sindaci, magistrati e assessori  fanno chiudere quelli che già ci sono. Queste manifestazioni del “N0” sono riportate nel rapporto dell’Osservatorio Nimby Forum. Ormai però non si difende più solo il backyard, il cortile si è globalizzato ed il no è diventato generalizzato e collettivistico. Si contesta: No Expo, No Triv, No Tav, No Tap, No Euro, No Muos, No Vaccini, No Eolico, ecc.., e questo dissenso viralmente si diffonde nel web #NO2.0 (hastag no due punto zero).

In Italia la reazione al NO c’è stata ed è nato il premio Pimby Green (please in my back yard). Secondo Chicco Testa, presidente di Fise Assoambiente che ha ideato e promosso il premio, “è tempo di superare questo egoismo territoriale, evolvendo verso un atteggiamento ‘Pimby’, con cui si metta il proprio territorio al servizio di una comunità più ampia e si consenta al nostro Paese di seguire la strada intrapresa da altre nazioni, specialmente del Nord Europa, che spesso identifichiamo come modelli virtuosi da seguire”. “Pimby Green” intende premiare (la manifestazione si terrà il 3 luglio prossimo) pubbliche amministrazioni, imprese e giornalisti che si sono distinti nel campo di energia, gestione rifiuti, trasformazioni del territorio, per: la realizzazione di impianti tecnologicamente avanzati; il confronto, il dialogo e la partecipazione tesa a creare coinvolgimento positivo e responsabile dei cittadini; la pubblicazione di articoli e contenuti scientifici che hanno contribuito a diffondere un’informazione trasparente e scientifica contraria all’opposizione aprioristica a qualsiasi opera.

Concludiamo scrivendo che i rifiuti costituiranno un problema o una risorsa a seconda del modo in cui li gestiremo. I potenziali vantaggi dell’utilizzo dei rifiuti quali materie prime-seconde sono notevoli e possono facilitare il cammino dell’Italia verso quell’economia circolare voluta dall’Europa, dove nulla deve essere sprecato. 

 

Organizziamoci subito per il riuso, il riciclaggio e il recupero, e, solo alla infine pensiamo allo smaltimento, perché una gestione inadeguata dei rifiuti influenzerà sempre di più il cambiamento climatico, contribuirà all’inquinamento atmosferico e colpirà direttamente molti ecosistemi e molte specie.

 

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