mercoledì, 29 Maggio, 2024
Economia

Nel 2022 export italiano fattura 60mld

Rilanciare e dare ancora più sostegno all’export dell’agroalimentare italiano, che nel 2022 chiude il suo giro d’affari intorno ai 60 miliardi di euro, per affermare il modello made in Italy a livello mondiale e contrastare con grandi alleanze, non solo in Europa, un modello che 4 o 5 multinazionali vorrebbero imporre, fatto di cibo sintetico, carne e latte di sintesi e perfino olio di sintesi. È questo l’appello del consigliere delegato di Filiera Italia Luigi Scordamaglia, l’associazione che unisce il mondo dell’agricoltura e quello dell’industria alimentare italiana, tracciando un bilancio di fine anno e guardando al prossimo.

“Bene la Manovra del Governo. Considerate le ristrettezze, dà la giusta importanza a un settore che vale complessivamente 580 miliardi di euro con oltre 4 milioni di occupati, rimettendolo in una posizione di centralità strategica per il Paese”, dice Scordamaglia. “Per il Piano nazionale di ripresa e resilienza, con la Coldiretti, chiediamo di raddoppiare da 5 a 10 miliardi le risorse destinate al settore visto che, solo per i contratti di filiera, sono state presentate domande per 5 miliardi, 1,5 solo di Filiera Italia e Coldiretti, a fronte di una disponibilità prevista di 1,2 miliardi. In particolare, poi per l’export, guardando ai risultati ottenuti nei primi dieci mesi del 2022, con un +5,8% di volume e un valore del +20%, nonostante il momento di estrema difficoltà, possiamo puntare a un obiettivo non troppo lontano e realistico, a 5 anni, di 120 miliardi di euro”, aggiunge Scordamaglia.

Ma la sfida prioritaria è la lotta al cibo sintetico. Sono già 350mila le firme raccolte dalla mobilitazione di Filiera Italia e Coldiretti per promuovere la legge che ne vieti produzione, uso e commercializzazione in Italia e per fermare ogni possibile richiesta di autorizzazione che potrebbe essere presentata già nel 2023 per l’immissione in commercio in Europa, dopo il via libera della Fda negli Stati Uniti. “Noi abbiamo tutti i presupposti per far sì che l’agroalimentare italiano diventi modello di riferimento mondiale. Bisogna essere pronti a fare grandi battaglie e a stringere grandi alleanze. Ci siamo riusciti con il Nustriscore, ci dobbiamo riuscire con chi vuole imporre cibi iper-processati e sintetici. Non è una battaglia che giova solo al nostro Paese ma che tutta Europa e tutto il mondo hanno interesse a intraprendere perché coincide con benefici economici-occupazionali, ambientali e dei consumatori”, conclude Scordamaglia.

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