lunedì, 25 Ottobre, 2021
Sanità

Farmindustria: carenza di farmaci perché vanno all’estero

Rivedere i tetti di spesa della farmaceutica nei prossimi 6 mesi, no all’equivalenza terapeutica non supportata dalla scienza, riforma del payback e della governance, carenza farmaci, Brexit e prospettive del farmaco. Il presidente degli industriali di Farmindustria, Massimo Scaccabarozzi a tutto tondo parlando all’annuale incontro con i giornalisti prima delle festività natalizie. “I nostri dati segnano sempre un trend positivo, con un aumento dell’export del 26%”. E poi sulla carenza dei farmaci: “Il problema è nella distribuzione all’estero”.

La prima questione posta è la revisione dei tetti di spesa.

“Devo dire”, esordisce il presidente, “che il ministro della Salute si sta impegnando per fare delle cose importanti e ha illustrato un punto di vista che apprezziamo, riconoscendo al settore farmaceutico la sua importanza. Speriamo che nei primi 6 mesi del nuovo anno si trovi un meccanismo per riparametrare la spesa farmaceutica e allocare le risorse in modo adeguato, e che si lavori per una nuova governance del settore. La visione del ministro è giusta: bisogna superare la logica dei tetti e della spesa a `silos´”.

In questo senso il leader degli industriali del farmaco ricorda anche come le aziende abbiano ottemperato all’accordo sul payback dello scorso gennaio con le Regioni (ma caldeggiato anche dall’allora Ministro Grillo) ma dalla controparte i patti (revisione dei tetti di spesa) non sia stato Noi abbiamo stretto un patto con le Regioni e alcune aziende, pur di chiudere, hanno anche versato più di quello che era previsto: da 2 miliardi e 378 milioni per il 2013-2017, siamo arrivati a 2 mld e 379 milioni. Abbiamo versato un milione in più. Ora, prima di fare un altro accordo, tocca alle Regioni portare a termine la loro parte, facendosi sentire ai tavoli istituzionali”.

Quello del farmaco in Italia può considerarsi un settore di eccellenza è sempre in crescita, sia per ricerca sia per diffusione e qualità dei prodotti.

“I nostri dati”, ha sottolineato Scaccabarozzi con una punta di soddisfazione, “segnano sempre un trend positivo, con un aumento dell’export del 26% secondo gli ultimi dati Istat. La nostra crescita deriva sia dalla produzione d’eccellenza che anche le aziende straniere stanno implementando nel nostro Paese, sia dall’internazionalizzazione delle imprese a capitale italiano. Grazie ai nostri livelli di produttività, io sono sereno che si possa continuare a questo ritmo. Ma, dopo essere stata scalzata dall’Italia, la Germania sta reagendo e ci tallona come primo produttore di medicinali in Europa. Per continuare a crescere c’è bisogno di un ambiente favorevole, con regole e tempi certi per l’approvazione dei nostri farmaci più innovativi: la norma che prevede il via libera in 100 giorni è completamente disattesa e abbiamo avuto dei ritardi anche a causa dello `stallo´ in cui versava fino a poco tempo fa l’Agenzia italiana del farmaco (Aifa)”. Le cifre in ballo quando si parla di produzione e ricerca sono colossali ma per Farmindustria l’Italia deve adeguare i suoi investimenti.

“Lo stesso ministro Speranza”, ha ricordato Massimo Scaccabarozzi, “ha parlato di attrarre una parte dei 1000 miliardi di investimenti nel sistema farmaceutico previsti nel mondo in 5 anni: attualmente all’Italia ne vengono riservati 3, io mi riterrei soddisfatto se si arrivasse a 10 miliardi. Ma è necessario procedere con una nuova governance, con una visione che vada da qui ai prossimi 4 anni. Quella che il ministro ha, la condividiamo: con il sistema attuale ci sono aziende che devono restituire 80-100 milioni di euro l’anno e che potrebbero benissimo smettere di commercializzare i loro prodotti in Italia, perché economicamente potrebbe non avere senso. Bisogna ragionare non sulla base dei tetti di spesa, ma sulle prestazioni, pensando ad esempio a un budget generale per il cancro, o per altri grandi malattie, perché se la spesa per i medicinali aumenta, parallelamente cala quella per le prestazioni di cui i malati non hanno più bisogno, proprio grazie alle terapie farmacologiche”.

Ma sul tema della ricerca il presidente ha anche messo in guardia dal Dllgs applicativo della Legge Lorenzin sulla Ricerca sottolineando come il divieto previsto per per i professionisti di poter aver rapporti con le aziende rischia “di paralizzare la ricerca”. Un capito a parte è quello della carenza di farmaci sul mercato italiano. Il presidente di Farmindustria ha rimarcato che il problema è una questione più legata alla distruzione e convenienze commerciali che ad una vera carenza di prodotti. Per Scaccabarozzi il fenomeno è “essenzialmente legato alla distribuzione. C’è una legge sulla libera circolazione delle merci nel mercato Ue ciò vuol dire che i farmaci si possono esportare ed il distributore può decidere di esportarli dove ha più convenienza. In Italia c’è un prezzo unico fissato ed è chiaro che se in Italia i prezzi dei farmaci sono più bassi del 20%, il distributore li acquista e poi li vende in altri Paesi. A ciò si aggiunge anche il fatto che oggi alcune farmacie hanno il titolo sia di distributore sia di stocchista. Noi aziende non possiamo opporci”.

Tuttavia, ha osservato “col decreto Calabria si è bloccata l’esportazione di alcuni farmaci carenti ed a quel punto i farmaci sono ricomparsi. Dunque, il problema è nella distribuzione all’estero. Al contrario, i problemi tecnici e produttivi da parte delle aziende sono in misura residuale”. Infine gli scenari futuri indicano una nuova crescita collegata però alla ricerca di eccellenza. Tanto che il numero uno di Farmindustria ha richiamato l’attenzione sul fatto che il mondo del pharma sta cambiando e presto saranno necessarie nuove professionalità. “L’automazione dei sistemi produttivi porta alla necessità di personale con qualifiche diverse”. Per questo, il presidente ha ricordato il protocollo firmato dall’associazione con il Miur per i programmi scuola-lavoro: “Stiamo pensando alle professionalità del futuro, perché nei prossimi 10 anni stimiamo che di renderanno necessarie 100 nuove professioni e la formazione mirata dei giovani deve partire subito”.

Al termine dell’incontro prima dei saluti e auguri natalizi Massimo Scaccabarozzi ha parlato dei suoi 9 anni trascorsi alla guida di Farmindustria: il suo quarto mandato, il più lungo della storia dell’Associazione italiane delle industrie farmaceutiche, terminerà a luglio e il manager ha evidenziato che “è stato un periodo faticoso ma importante, che credo vada a chiudersi nel 2020. Anche se per Farmindustria io sono sempre disponibile”.

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