mercoledì, 24 Febbraio, 2021
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Droghe in Italia, impennata di consumi ed effetti devastanti

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Più decessi soprattutto di donne sopra i 40, più ricoveri ospedalieri di giovanissimi per assunzione di sostanze miste o sconosciute, più disponibilità sui mercati di droghe tradizionali e di quelle più letali sintetiche, consumi che aumentano per un giro d’affari stimato sui 15 miliardi, cresce in modo esponenziale la dipendenza perché nelle droghe sono in aumento le concentrazioni di principio attivo. Infine lo Stato spende 2 miliardi l’anno per ricovero e assistenza di chi cade in overdose o cerca di disintossicarsi.

È in sintesi il mondo delle sostanze stupefacenti che invadono l’Italia grazie all’aumento dei consumatori, in fasce di età sempre più basse, e della disponibilità di nuove droghe a basso prezzo ma con effetti devastanti. Numeri, analisi e indicazioni per fronteggiare una emergenza che di anno in anno è più minacciosa, sono contenuti nel report pubblicato dal Dipartimento per le Politiche antidroga della Presidenza del Consiglio la Relazione sui dati riferiti al 2018. Oltre la spesa in crescita che supera i 15 mld l’anno per l’acquisto di stupefacenti, sale in media, la quantità di principio contenuto nelle amfetamine, nell’eroina e nell’hashish sequestrate. Con un drastico aumenti delle dipendenze e dei decessi direttamente droga-correlati che, dai 296 casi del 2017, sono passati a 334 nel 2018, particolarmente rilevante tra le donne over 40 con un balzo che sfiora il 100%.

“La globalizzazione, l’interscambio delle merci, la mobilità delle persone e i progressi tecnologici hanno rimodellato disponibilità, scelte e utilizzi”, si legge nella relazione, “Conseguentemente, si modificano i problemi sociali, sanitari e di sicurezza a essi associati. Ciò prospetta una serie di nuove rilevanti sfide in termini di prevenzione e tutela della salute pubblica anche in considerazione del fatto che, nel corso del 2018, continuano a crescere i decessi e i ricoveri legati al consumo di sostanze”.

La cannabis e i suoi derivati è lo stupefacente che ha una diffusione sempre maggiore. Così come a livello globale, anche in Italia la cannabis si conferma la sostanza più diffusa sul mercato illegale. “Gli indicatori descrivono un quadro stabile del mercato con una spesa stimata intorno ai 4,4 miliardi di euro l’anno e una percentuale di purezza alta, del 12% in media per la marijuana e del 17% per l’hashish”, calcolano gli analisti che hanno realizzato il report. La diffusione della cannabis risulta evidente anche dal posto che occupa nelle azioni di contrasto: il 58% delle operazioni antidroga, il 96% dei quantitativi sequestrati, l’80% delle segnalazioni e il 48% delle denunce alle Autorità Giudiziarie sono relative ai cannabinoidi: marijuana, hashish e piante di cannabis. Dati questi che danno la misura delle dimensioni della domanda di cannabis in Italia, soprattutto se letti insieme alla diffusione della sostanza anche fra i giovanissimi: un terzo degli studenti delle scuole superiori l’ha utilizzata almeno una volta nella vita e per oltre la metà di questi l’età di iniziazione è stata intorno ai 15-16 anni. Nello scenario così dinamico e allarmante del consumo delle droghe la sfida attuale è quella del contrasto alle sostanze psicoattive, che imitano gli effetti di sostanze illegali già note: le cosiddette “NPS”, (Nuove Sostanze Psicoattive). “È evidente, infatti, che la velocità di comparsa di queste nuove molecole, la vendita tramite siti web e il fatto che le informazioni disponibili su effetti e danni derivati dall’uso siano limitate”, sottolinea la relazione del Dipartimento per le Politiche antidroga, “continueranno a costituire gli elementi-chiave alla base di importanti sfide per la salute pubblica e per le politiche pubbliche di settore nei prossimi anni. Grazie alla rete cooperativa nazionale ed europea, il ‘Sistema Nazionale di Allerta Precoce’ (SNAP) costituisce un importante strumento che permette di identificare in tempi sempre più ridotti le nuove sostanze in circolazione sul nostro territorio”.

Lo scorso anno sono state individuate trentanove nuove molecole (NPS) per la maggior parte appartenenti alla classe dei catinoni sintetici e delle triptamine. Quindici sostanze sono state individuate attraverso esami di laboratorio eseguiti su soggetti giunti in pronto soccorso per intossicazioni acute. I segnali che emergono raccontano una realtà estremamente fluida con sostanze che restano sul mercato pochi mesi e poi scompaiono. “La maggior parte delle comunicazioni e informative inviate allo SNAP avevano per oggetto i cannabinoidi sintetici mentre quest’anno sono arrivate più informative relativamente a catinoni e oppioidi sintetici”, prosegue la relazione nel descrivere la mobilità di mercato e dei consumi.

Le operazioni antidroga, hanno portato al sequestro di quasi 80 kg e 27 mila dosi di sostanze sintetiche. Nel 2018 i cinque Decreti emanati dal Ministero della Salute per l’aggiornamento nelle tabelle contenenti l’indicazione delle sostanze stupefacenti hanno comportato l’inserimento di 49 nuove sostanze stupefacenti. A creare più danni alla salute rimane la Cocaina, la cui diffusione si è radicata in Italia.

A fronte di un mercato molto fiorente, stimato per una spesa di 6,5 miliardi, i dati relativi alla cocaina descrivono una situazione apparentemente stabile per ciò che riguarda la sua diffusione. I quantitativi di sostanza sequestrata e i prezzi al dettaglio non sono cambiati negli ultimi due anni e, anche se le percentuali dei giovanissimi che l’hanno utilizzata.

La cocaina rappresenta a oggi uno dei pericoli sociali di maggiore rilevanza. È la sostanza maggiormente accertata sui conducenti di veicoli controllati dalla Polizia Stradale nell’ambito della campagna di prevenzione dell’incidentalità stradale notturna droga-correlata condotta nel 2018.

“Si è registrato, sia un aumento della percentuale di principio attivo contenuto nei campioni di cocaina sequestrati”, rivela il rapporto sul consumo delle droghe in Italia, “che da una concentrazione media del 33% del 2016 è passata al 68% nell’ultimo biennio, sia un aumento del 10% delle denunce alle Autorità Giudiziarie per i reati di cosiddetto spaccio e di associazione finalizzata al traffico illecito di cocaina”.

La stessa tendenza in aumento si registra sia per le ospedalizzazioni sia per i decessi direttamente correlati al consumo della sostanza, che in termini assoluti risultano aumentati rispettivamente del 38% e del 21% rispetto all’anno precedente. Dopo la cocaina sul mercato italiano tornano a crescere gli oppiacei. I segnali che emergono dagli indicatori utilizzati per il monitoraggio della diffusione di oppiacei sono tutti concordi nel descrivere un mercato in crescita. Nel corso del 2018 è stato osservato, in termini assoluti, un incremento del 60% di sostanza sequestrata nel nostro Paese, sfiorando per poco la tonnellata di eroina intercettata dalle Forze dell’Ordine, con un principio attivo mediamente superiore del 18% rispetto al 2017.
A confermare importanti modifiche nel mercato, oltre all’aumento della purezza della sostanza (il principio attivo risulta infatti superiore del 18%), si evidenzia sia un aumento del prezzo medio di spaccio sia delle denunce per associazione finalizzata al traffico, raddoppiate in un anno.

L’aumento della disponibilità di eroina nel nostro Paese è accompagnato anche dall’aumento di giovanissimi che hanno provato a utilizzarla.

Facile immaginare le conseguenze socio-sanitarie correlate al consumo di sostanze stupefacenti. Una stima sicuramente in difetto quantifica in poco meno di due miliardi di euro il costo annuo per la cura e il trattamento delle tossicodipendenze. “Stima che non tiene conto ad esempio delle patologie correlate a tutti quei comportamenti a rischio legati al consumo. Fra le cronicità più diffuse tra gli utilizzatori di droghe ci sono le malattie infettive direttamente correlate al consumo di alcune sostanze. Sebbene i casi di epatite B e C mostrino un trend in costante diminuzione, così come quelli per HIV e AIDS, in generale, queste patologie continuano a rappresentare un importante rischio, soprattutto fra gli utilizzatori di sostanze per via iniettiva”.

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