martedì, 10 Dicembre, 2019
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Premio Ue a chi investe nel green

Sono aperte fino al 31 marzo 2020 le candidature per il premio Eer (European entrepreneurial region). Lo ha deciso il Comitato europeo delle Regioni nell’annunciare che l’edizione 2021 sarà dedicata alla promozione della imprenditorialità rivolta al futuro sostenibile.

I promotori chiariscono che con la nuova veste green del premio vogliono incoraggiare le regioni e le città europee a investire risorse e proporre iniziative che favoriscano la transizione verso la sostenibilità. Questa, dunque, la linea espressa dal primo vicepresidente del CdR, Markko Markkula, in occasione dell’assemblea di Helsinki.

Il marchio Eer è assegnato ogni anno a tre territori Ue che si sono distinti per l’adozione di strategie virtuose a sostegno di Pmi e start-up. Tutte le regioni, le città o altri enti locali o regionali della Ue dotati della competenza politica necessaria per attuare una visione imprenditoriale favorevole alla tutela ambientale sono invitati a presentare la loro candidatura. Per l’Italia, nel 2016 è stata la Lombardia a essere nominata Eer, mentre nel 2014 sono state le Marche a portare a casa il riconoscimento.

Il Comitato europeo delle regioni è un organo consultivo della Ue composto da rappresentanti eletti a livello locale e regionale provenienti da tutti i 28 Stati membri. Attraverso il CdR  possono scambiarsi pareri sulle norme dell’UE che incidono direttamente sulle regioni e sulle città. La sua mission consiste nell’offrire

alle città e alle regioni la possibilità di esprimere formalmente la loro opinione nel processo legislativo dell’Unione europea per assicurare che la posizione e le esigenze degli enti regionali e locali siano rispettate.

La Commisione europea, il Consiglio e il Parlamento europeo devono consultare il Comitato quando elaborano norme in settori che riguardano l’amministrazione locale e regionale come la sanità, l’istruzione, l’occupazione, la politica sociale, la coesione economica e sociale, i trasporti, l’energia e i cambiamenti climatici. In caso contrario il CdR può adire la Corte di giustizia. Una volta ricevuta una proposta legislativa, elabora e adotta un parere e lo comunica alle pertinenti istituzioni europee. Può anche esprimere pareri di propria iniziativa.

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