lunedì, 16 Dicembre, 2019
Editoriale Società

Agricoltura, la carica dei 60 mila giovani

Eccoli i giovani di “Bandiera Verde”, gli alfieri delle buone pratiche in agricoltura che puntano a rimanere nei loro paesi, nei loro territori e campi, dicono che lo fanno per “mantenere tradizioni, culture e colture agricole” che andrebbero dimenticate e perse. Un impegno che la Confederazione Italiana Agricoltura, (Cia) ha premiato confidando che il mondo giovanile sia sempre più attento e magari attratto dal lavoro e dalle ragioni della agricoltura.

“I nostri premi Bandiera Verde”, osserva il presidente nazionale di Cia-Agricoltori Italiani, Dino Scanavino, “dimostrano ancora una volta l’evoluzione della figura dell’agricoltore come imprenditore multitasking, capace non solo di produrre dai campi ma di preservare il territorio e qualificarlo attraverso la custodia delle tradizioni rurali”. Ed ecco i premi e le iniziative messe in atto dai giovani che nelle loro fatiche quotidiane sono sempre più determinati. Ad esempio tifando vita è futuro a un vecchio castagneto da frutto ricevuto in eredità e recuperato da un giovane cuneese. C’è poi l’entusiasmo di un 25enne che ha ripristinato l’antica tradizione vitivinicola del Canavese grazie alle moderne tecnologie sostenibili riscattando 4 ettari dall’avanzare del bosco. La sfida di una neo laureata che torna nel suo Salento, restaura una masseria che diventa polo culturale e agriturismo di pregio. Marco, Lorenzo e Fabiana sono tra i 16 campioni della nuova agricoltura italiana, vincitori di ‘Bandiera Verde 2019’, 17esma edizione del premio promosso da Cia-Agricoltori Italiani e consegnato nella Protomoteca del Campidoglio.

Sono stati assegnati anche 3 riconoscimenti a Comuni rurali virtuosi e 2 Premi speciali. C’è un denominatore comune in tutte le storie presentate dal Confederazione italiana agricoltori, ossia il segreto del successo delle aziende premiate sta nel ritorno dei giovani imprenditori “alle radici e nel forte legame con il territorio, grazie ad un’agricoltura”, racconta orgogliosa la Cia, “innovativa che non tradisce la sua missione di tutela dell’ambiente e di valorizzazione di aree a rischio di abbandono”. E i numeri danno ragione a chi punta sui giovani e non a caso sono quasi 60 mila le realtà agricole italiane condotte da under 35. “Un altro tratto distintivo delle aziende vincitrici è il legame con la sostenibilità”, spiegano i promotori del premio ‘Bandiera Verde’, “dove l’Italia tra i Paesi Ue agricoli vanta il minor numero di prodotti con residui chimici oltre i limiti di legge: appena lo 0,8% del totale”.

C’è poi un altro elemento attrattivo per i giovani, almeno quelli che provengono da esperienze di vita più difficili, con storie di abbandono scolastico e di emarginazione, quello di una agricoltura declinata al sociale, che non è solo una possibilità d’impiego per individui svantaggiati ma, come dicono i promotori si tratta di“un’esperienza di vita, formazione, orientamento, socializzazione e crescita personale per i giovani”.

Un coinvolgimento che viene anche utilizzato per l’integrazione di ragazzi rifugiati in Italia, o di giovani che hanno una disabilità. Così almeno i propositi dell’associazione Kairos che pone l’accento su un “ambiente  collaborativo, amichevole, non frenetico, solidale che si respira a contatto con lo staff educativo di Kairos, gli operai dell’azienda, gli animali e i propri coetanei, può essere il punto di partenza per un percorso di integrazione per un giovane rifugiato. L’agricoltura sociale, qualunque sia il futuro lavorativo del ragazzo, è innanzitutto inclusione sociale”. I termini usati per coinvolgere i giovani sono più poetici che commerciali e si parla di terra più come benedizione che di sfruttamento per il solo fine di filiere produttive.

“Vedere il germoglio che nasce dal seme piantato dalla propria mano, il frutto del proprio lavoro che produrrà guadagno per l’azienda che ospita il ragazzo, è un’esperienza fortissima per un adolescente di periferia o portatore di disabilità”. Tra i progetti previsti dall’Agricoltura sociale, per fare una breve sintesi, c’è salvaguardia della biodiversità, la diffusione della conoscenza del territorio attraverso l’organizzazione di fattorie sociali e didattiche riconosciute a livello regionale, iniziative di accoglienza e soggiorno di bambini in età prescolare e di persone in difficoltà sociale, fisica e psichica. Per rendere più fruibili le proposte ci sono le “Giornate di Agricoltura Sociale”, per la promozione del nuovo progetto “Tutti giù per Terra” realizzato dalle associazioni Kairos e Folias con il sostegno di Mission Bambini. Quest’anno, le Giornate si rivolgono a ragazzi NEET (chi ha abbandonato la scuola e non lavora) di 18-25 anni e a tutti quegli operatori, educatori ed assistenti sociali che li accompagneranno. Queste le date previste: Lunedì 25 Novembre 2019 – ore 930 a Casale di Martignano a Roma (Municipio XV) strada di Martignano. Lunedì 2 dicembre 2019 ore 930 sempre a Casale di Martignano; Lunedì 16 dicembre 2019 – alle ore 930 cooperativa agricola Coraggio in via Cassia 1420.

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