domenica, 15 Dicembre, 2019
Articoli del Giorno Società

In un volume la crisi della democrazia

“Vogliamo dialogare con il mondo per denunciare gli attacchi che rischiano di distruggere la democrazia e allo stesso tempo annunciare attraverso l’educazione la possibilità di poterla ricostruire e tutelare”. A parlare è monsignor Guy-Real Thivierge, segretario generale della Fondazione Pontificia Gravissimum Educationis costituita il 28 ottobre 2015 da Papa Francesco.

La Fondazione opera in ambito educativo, a sostegno della formazione integrale della persona umana e della fraterna convivenza sulla terra. Per farlo, non si rivolge soltanto alle istituzioni cattoliche ma a tutti i soggetti che sono coinvolti nella missione educativa, affrontando insieme le sfide di oggi e di domani.

Ecco, allora, che si compre l’importanza e la prospettiva di “Costruire la democrazia. Prospettive educative e cristianesimo”, primo volume della nuova collana “Fari educativi” edita dalla Libreria Editrice Vaticana e promossa proprio dalla Fondazione pontificia “Gravissimum Educationis”.

L’opera è volta ad agevolare la conoscenza della cause della crisi che oggi attanaglia la democrazia, sempre più in difficoltà nel mediare tra i conflitti tra cittadini.

Un progetto definito “faro educativo” cui partecipano da circa tre anni diversi studiosi provenienti da quattordici università di tutto il mondo. Ad una prima fase teorica, della quale questo volume è uno dei frutti, seguiranno progetti educativi concreti, nel segno della Dottrina sociale della Chiesa.

Secondo mons. Jean Robert Armogathe, professore emerito presso l’Ecole Pratique des Hautes Etudes (Sorbonne) “spetta alla Chiesa illuminare il cammino della democrazia, attraverso la voce e il lavoro di coloro che per primi sono deputati e chiamati a educare, a insegnare gli alti valori della ‘buona vita’ che passa proprio per la democrazia”.

Il Cardinale Giuseppe Versaldi, prefetto della Congregazione per l’educazione cattolica e presidente della Gravissimum Educationis ha sottolineato, a sua volta, che “la Chiesa come madre e maestra vuole creare un orizzonte comune per dare un’anima al mondo e alla politica dei nostri giorni e anche alla democrazia il cui obietti resta quello di contribuire con questa sua presenza a unire gli uomini alla ricerca dei fini comuni di cui la democrazia è solo un mezzo”.

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