martedì, 24 Novembre, 2020
Società

I francescani campani “animatori” in carcere

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Ritorna “Mani tese verso il mondo”, il progetto promosso dall’Ordine Francescano Scolare e dalla Gioventù Francescana della Campania per portare un po’ di speranza nelle carceri della regione. Il 14 e il 15 dicembre i laici e i religiosi che ispirano la loro vita al carisma di San Francesco d’Assisi faranno visita agli ospiti di vari istituti di pena con l’intento di far giungere a chi sta pagando il proprio debito con la giustizia la vicinanza della società civile.

Il tutto in linea con la Dottrina sociale della Chiesa Cattolica e la Costituzione della Repubblica Italiana che all’articolo 27, III comma, sancisce che “le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato”. Questo risultato è raggiungibile solo con una interazione costante tra il mondo di fuori e quello di dentro.

Domenica 15 dicembre alle ore 9.30 una delegazione varcherà la soglia della Casa di Reclusione femminile di Pozzuoli per vivere la Celebrazione Eucaristica e un momento di testimonianza. Altri francescani saranno all’Istituto Minorile di Airola (in questo caso l’appuntamento è per sabato 14 dicembre alle 15); un ulteriore drappello raggiungerà la Casa di Reclusione di Avellino – Bellizzi Irpino (sabato 14 dicembre alle ore 14.00). Prevista, inoltre, una visita all’istituto di Custodia Attenuta di Eboli (sabato 14 dicembre alle ore 15.00).

Per la casa di Reclusione di Fuorni l’appuntamento è fissato domenica 15 dicembre alle ore 9.30 per la Santa Messa. Lo stesso giorno, alle 16.45, sarà possibile accedere all’Istituto minorile di Nisida per la Celebrazione Eucaristica. In questo caso i vertici dell’Ordine Francescano si attiveranno per coinvolgere principalmente dei ragazzi al fine di favorire il dialogo con gli ospiti della struttura. In lista anche la comunità Emmanuel di Eboli Centro pedagogico, comunità residenziale, azienda agricola per tossicodipendenti, alcolisti e ogni tipo di disagio (sabato 14 dicembre alle ore 9.30).

La Chiesa campana ha deciso di impegnarsi particolarmente nell’anno pastorale appena iniziato al mondo dei detenuti.

Non a caso è dedicata all’opera di misericordia “Visitare i Carcerati”, l’ultima lettera pastorale del cardinale Crescenzio Sepe, arcivescovo metropolita di Napoli: “Un problema drammatico che purtroppo è lontano dalla sensibilità dalle coscienze della gente. Mentre per le altre opere di misericordia si è più vicini, come per esempio visitare gli ammalati o dar da mangiare agli affamati, visitare i carcerati sembra un mondo che anche nella coscienza ha un posto un po’ ai limiti e invece no. Con questa lettera vogliamo sensibilizzare tutti, a cominciare dalla Chiesa, cercando così di dare un buon esempio, ma anche i signori delle istituzioni che hanno l’obbligo morale di provvedere ad una situazione come questa che miete tante vittime”.

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