giovedì, 28 Ottobre, 2021
Attualità

No al razzismo dentro e fuori gli stadi

“Il razzismo è intollerabile in qualsiasi contesto. A maggior rione nel mondo dello sport”. A parlare è Rosario Iannucci, fondatore e presidente dell’Associazione Italiana Contro la Violenza negli Stadi, che così commenta il gesto plateale di Mario Balotelli all’indirizzo dei tifosi veronesi che lo hanno preso in giro con ululati e insulti discriminatori nel corso dell’ultima partita di campionato.

L’Aicovis, in attività  da venticinque anni, conta oltre diecimila iscritti in Italia e all’estero, tra i quali figurano calciatori professionisti e dilettanti, arbitri, dirigenti sportivi, personaggi del mondo dello spettacolo, della cultura e dello sport, uomini politici e giornalisti.

Rosario Iannucci

Presidente Iannucci, è  possibile debellare il razzismo dal mondo dello sport, ed in particolare da quello del calcio?
“Il razzismo è intollerabile in qualsiasi contesto. A maggior rione nel mondo dello sport che, invece, dovrebbe essere la patria della lealtà e del rispetto dell’avversario e regole. Detto questo, c’è bisogno di un duplice apporto”.

In che senso?
“Innanzi tutto di tipo repressivo. E qui la Federazione deve fare la sua parte. Di fronte a cori razzisti o discriminatori le partite vanno fermate, come, peraltro, già avviene  senza se e senza ma. Bisogna usare in pugno duro e coinvolgere le società ai massimi livelli. Questo approccio che potrei definire repressivo, da solo, non basta”.

E quindi?
“E quindi scatta l’attività di un’associazione come la nostra, attiva da ben 25 anni, che è impegnata sul fronte della prevenzione”.

In che senso?
“Alle parole vuote, noi preferiamo, da sempre, i fatti. E dunque ogni anno attraversiamo lo stivale in lungo ed in largo per rivolgerci direttamente ai ragazzi nelle scuole. Questi incontri, per quanto ci riguarda, sono davvero fondamentali, perché ci permettono di parlare liberamente, mettendo i ragazzi a proprio agio. La cultura del rispetto delle regole e del dialogo va promossa e diffusa a tutti i livelli. Solo investendo in questo genere di formazione si possono ottenere risultati importanti. In questa battaglia di civiltà – perché di questo si tratta – possiamo contare sul sostegno disinteressato di alcuni atleti che partecipano ai nostri eventi per portare la loro testimonianza”.

A chi si riferisce?
“All’attaccante della Nazionale Italiana, Ciro Immobile, all’arbitro internazionale Marco Guida, tanto per fare qualche nome. Il loro supporto ci è di grandissimo aiuto. I ragazzi restano affascinanti dai racconti degli atleti e dal loro vissuti e, soprattutto, ascoltano gli appelli che vengono lanciati nei loro confronti. Il calcio – dice il grande Pelé – è musica, danza e armonia. E non c’è niente di più allegro del pallone che rimbalza. Le gare, per quanto animate dal punto di vista agonistico, devono essere occasione di gioia e di divertimento. Non di violenza e di razzismo”.

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